A Trani le auto elettriche iniziano a circolare, ma la città resta priva di colonnine di ricarica, creando un evidente paradosso per una località turistica che ha appena istituito la tassa di soggiorno.
A raccontarlo è l’esperienza di Giuseppe Di Pinto, professionista tranese con lunga esperienza in Norvegia e nel settore delle rinnovabili, che durante le festività è tornato a casa con la sua auto elettrica dopo un viaggio di migliaia di chilometri senza difficoltà grazie alla rete di ricarica europea e italiana.
Una volta arrivato a Trani, però, si è trovato di fronte a una situazione opposta: nessuna infrastruttura adeguata per la ricarica, a differenza dei comuni vicini come Andria, Bisceglie, Barletta o Corato. Questo lo ha costretto a spostarsi regolarmente fuori città per ricaricare l’auto, con tempi di attesa che finiscono per favorire l’economia di altri centri e non quella tranese.
La mancanza di colonnine rappresenta, secondo Di Pinto, anche un limite per il turismo: i visitatori con veicoli elettrici potrebbero scegliere di soggiornare in città meglio attrezzate, rinunciando a Trani. Alla questione si lega anche il tema ambientale: il confronto con la Norvegia, dove la maggioranza del parco auto è elettrica, evidenzia come a Trani e nel Sud Italia l’aria sia ancora fortemente inquinata da veicoli datati.
