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La scuola come custode della memoria: incontro al comprensivo Rbpd

Per il terzo anno consecutivo, infatti, sono stati invitati i sigg. Andreina Di Lernia e Renato Cormio, rispettivamente figlia e nipote del sig. Corrado Di Lernia, scomparso nel 1995, il quale ha vissuto la terribile esperienza della detenzione in un campo di concentramento, nella fattispecie quello di Dortmund, nello Stalag VI, come prigioniero militare.

In data 27 gennaio 2025, infatti, è stata ritirata in suo ricordo la 'medaglia all'onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1944-1945'.

La vicenda vissuta dal sig. Cormio è emersa tra i banchi della Scuola Secondaria di questo Istituto esattamente tre anni fa, quando la docente di Lettere prof.ssa Rana Aurelia Daniela, durante una delle sue lezioni di storia, chiese agli alunni se avessero dei parenti, anche lontani, in grado di testimoniare esperienze vissute anche indirettamente durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fu proprio in quel momento che l’alunna Cormio Francesca, pronipote del sig. Cormio Corrado, timidamente svelò alcuni dettagli della storia del suo avo.

Da quel momento si è concretizzata la possibilità di poter far conoscere alla comunità scolastica intera e non solo, il risultato di un lungo lavoro di ricerca di documenti e di ricostruzione degli stessi svolta dal sig. Renato, con l’intento di dare dignità a una pagina del vissuto di suo nonno che, certamente, è stata a lungo nascosta, probabilmente anche per la volontà di non dover nuovamente fare i conti con quel dolore così assurdo e inspiegabile.

L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Losito Mariagrazia nel Plesso Bovio e dalla prof.ssa Rana Aurelia Daniela nel plesso Rocca.

Grande e sentita è stata la partecipazione dei ragazzi delle classi seconde e terze, che non solo hanno esposto riflessioni pertinenti circa lo scenario storico-politico di allora confrontandolo con quello attuale, mostrando così di possedere un buono spirito critico, ma hanno anche supportato il Sig. Renato e la madre Andreina, durante la loro sempre struggente ed emozionante narrazione, con la lettura di alcune tra le più significative lettere giunte dal campo durante il periodo di detenzione.

A rendere il tutto estremamente toccante, in apertura di incontro, l’esecuzione al pianoforte di un appassionato brano musicale, intitolato ‘Oceano’, a opera dalla pronipote del sig. Di Lernia, frequentante attualmente il terzo anno della Scuola Secondaria.

La storia del sig. Corrado è quella di un volontario nella lotta alla resistenza, ma senza armi; è la storia comune tra quei settecentomila italiani e quei sei milioni di ebrei detenuti che, varcando le porte di quei terribili campi di concentramento, persero identità, dignità e spesso anche il ricordo di quel che furono prima di quel momento, divenendo solo un numero marchiato sulla pelle, come il 54661 nel caso del sig. Di Lernia.

La sua è la storia di un sopravvissuto che, nonostante abbia avuto la fortuna di far rientro a casa, ha dovuto poi fare i conti per tutta la vita con quell’orrore rimastogli impresso nella mente, negli occhi e sulla pelle, 'perché dovevi rigare dritto se non volevi morire di legnate a causa di quella gente disumana' - come appare scritto in una delle tante lettere portate in visione nell’Istituto - che imponeva ai prigionieri di vivere in condizioni disdicevoli e, nonostante ciò, di inviare lettere rassicuranti alle famiglie perché, altrimenti, rischiavano la morte o di dover fucilare altri deportati per punizione.

Il lungo racconto, intervallato da domande calzanti, ha trovato terreno fertile in una comunità scolastica che, per tutto il tempo dell'incontro, ha ascoltato e preso appunti restando in un silenzio quasi assordante, sintomo di grande sensibilità emotiva oltre che di spiccato interesse per l’argomento trattato, certamente frutto di un encomiabile lavoro svolto dai docenti con i propri alunni e della indiscussa capacità espositiva mostrata sia dal sig. Renato che dalla sig.ra Andreina, entrambi visibilmente emozionati per tutto il tempo.

Al Dirigente scolastico, prof. Giovanni Cassanelli, un ringraziamento sincero e accorato per il costante impegno profuso nel rendere la propria scuola una vera officina di idee, una palestra di vita nella quale fare esperienze sempre edificanti, coltivare valori e principi fondamentali per la costruzione di una identità sana e robusta per i giovani di oggi che saranno gli adulti del domani.


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