Sebastiano De Feudis ha ufficialmente sciolto la riserva annunciata nei giorni scorsi durante l’intervista rilasciata a “Appuntamento con Trani” su Radio Bombo, chiarendo le motivazioni che lo hanno spinto a compiere questo passo. Dopo aver lasciato intendere la disponibilità a mettersi al servizio della città, l’avvocato ha spiegato che la scelta nasce da un percorso professionale preciso e da una profonda riflessione sullo stato dell’amministrazione pubblica locale.
Negli ultimi dieci anni De Feudis ha lavorato con oltre 150 enti pubblici, dai Comuni alle Prefetture, dalle Regioni alle grandi aziende sanitarie, occupandosi delle questioni amministrative più complesse: dagli appalti pubblici alla sanità, fino al contenzioso tributario, anche davanti alle magistrature superiori. Un’esperienza che gli ha consentito di osservare da vicino il funzionamento della macchina amministrativa, distinguendo chiaramente i contesti in cui l’organizzazione è efficiente da quelli in cui, invece, si inceppa e rallenta.
Proprio questa conoscenza diretta è alla base delle considerazioni già espresse durante l’intervista radiofonica, quando De Feudis aveva sottolineato come la burocrazia non debba essere considerata un destino inevitabile, ma un problema concreto che può essere affrontato e risolto. Secondo l’avvocato, le criticità amministrative possono essere superate solo attraverso metodo, competenza ed efficienza, elementi che oggi spesso mancano e che finiscono per allontanare cittadini e imprese dalle istituzioni.
Nel corso dell’intervista, De Feudis aveva inoltre ribadito la necessità per Trani di puntare su “personalità” e non su semplici “personaggi”, criticando un sistema politico troppo concentrato sugli equilibri interni alle maggioranze e poco attento all’amministrazione reale della città. La decisione di sciogliere la riserva si inserisce dunque in questa visione: mettere a disposizione della comunità l’esperienza maturata negli anni, con l’obiettivo di rendere più efficiente la macchina comunale e restituire credibilità all’azione pubblica.
Una scelta che, nelle intenzioni dell’avvocato, non risponde a logiche di ambizione personale, ma alla volontà di offrire un contributo concreto al futuro di Trani, dimostrando che una gestione amministrativa diversa, più competente e orientata ai risultati, è possibile.
