Nato nel 250 ad Alessandria d'Egitto, Ciro si innamora della medicina e diventa medico. Cura gli ammalati senza chiedere nulla in cambio, ma solo con il desiderio che preghino per lui, scegliendo la vita eremitica. Durante l'ultima persecuzione dei cristiani, compiuta da Diocleziano, Ciro e il suo compagno di viaggio Giovanni vengono brutalmente uccisi con chiodi conficcati nel corpo, pesce bollente versato sulle ferite e sale e aceto sparsi sulle stesse. È il 31 gennaio 303.
A Trani il culto sorge per merito della Confraternita di S. Giuseppe, istituita sin dal 1700. Inizialmente con sede presso la Chiesetta di San Nicolino, la congrega ha poi sede presso la Chiesa di S. Andrea. Successivamente, con l'istituzione di una parrocchia dedicata al padre putativo di Gesù, col parrocato di Mons. Aldo Martucci, il sodalizio si trasferisce, nel 1945, in via De Robertis.
Nel corso del tempo, un'azione speciale che ricorda la vera comunione tra battezzati avviene negli anni '80. Infatti, la Confraternita di S. Giuseppe stipula un "gemellaggio" con la Confraternita dei Santi Ciro e Giovanni presente a Vico Equense, dando così avvio a un culto ancora più incrementato e conosciuto maggiormente anche da coloro che diventeranno dei veri e propri amici. Poi, però, va constatato che il gemellaggio sembra sia quasi stato dimenticato e, perché no, inserito nel libro dei ricordi che tuttavia risultano pieni di vivace entusiasmo.
Così, nella Chiesa di S. Giuseppe si coltiva una fervida devozione al Santo che oggi si festeggia. Ne sono un'importante testimonianza gli ex-voto che adornano l'effige lignea, che quasi interamente ricoprono il sacco che ricorda la scelta eremitica compiuta dal medico durante la sua vita. Un occhio particolare è volto a Gesù crocifisso che il santo sorregge nella mano sinistra, come ad indicare l'unico esempio di vita per i cristiani, che talvolta porta al martirio del corpo.
Come ogni anno, anche quest'anno la Confraternita già menzionata organizza i festeggiamenti in onore di S. Ciro. Assieme al padre spirituale, il Can. D. Francesco La Notte, il Priore Giuseppe Santovito e l'amministrazione della congrega hanno deciso per un triduo di preghiere preparatorio nei giorni 28, 29 e 30 gennaio; nell'ultimo giorno viene impartito l'olio degli infermi a coloro che lo desiderano. Nella festività, 31 gennaio, sono previste due celebrazioni Eucaristiche, alle ore 9 e 19.30; in quest'ultima vi sarà la presa di possesso della nuova amministrazione della Confraternita. La città è invitata a meditare su questa figura molto importante che ricorda la frase di Tertulliano: "Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani".
