Accadde oggi: 29 gennaio 1967
Campionato 1966/1967 Serie C
TRANI-TARANTO 1-1
Arbitro: Fioretti di Roma
Reti: 12’ s.t. Beretti, 45’ s.t. Pignataro
Note: temperatura fredda; cielo sereno; terreno in buone condizioni; spettatori oltre undicimila; calci d’angolo 5-0 per il Trani.
TRANI: Tuniz, Crivellenti, Pignataro; Caradonna, Varljen, Tacchini; Calzolari, Brigo, Palma, Zurlini, Ciannameo
All. Federico Allasio
TARANTO: Bastiani, Aldinucci, Zignoli; Napoleoni, Ronconi, Fabrizi; Russo, Benetti, Oreste, Jannarilli, Beretti
All. Ulisse Giunchi
Il Trani che non ti aspetti. Si prevedeva che contro il Taranto fornisse una prestazione valida sotto il profilo tecnico e quello agonistico e, invece, per poco non ha perduto una gara tutta da dimenticare. Il gol di Pignataro, al 90’ ha salvato il risultato compromesso dal solito errore della difesa, ma non, come si dice, la faccia. Non è stato, quindi, il Trani delle grandi occasioni, la squadra, in definitiva, che, quando è stimolata dal nome o dalla classifica dell'avversario, sa fornire prestazioni eccezionali per gioco ed impegno. Nel derby, invece, ha deluso. Doveva far dimenticere i quattro gol dell'andata, dimostrare che quel risultato era stato determinato da episodi casuali e non da una effettiva inferiorità tecnica e tattica, invece, contro un Taranto sorprendente per agonismo e temperamento è venuto meno come squadra, rischiando di perdere anche l'imbattibilita interna. Ha attaccato male sin dall'inizio, con palloni alti facilmente controllati da avversari più prestanti, più dotati e, soprattutto, più decisi nei contrasti. Si è scoperto in difesa lasciando troppo spazio al contropiede avversario. Ha permesso alla difesa tarantina di fare un figurone non riuscendo a creare, in quarantacinque minuti, una sola occasione da rete, cosa che invece è riuscita con una certa facilità al Taranto. Ci sono voluti, infatti, due interventi di Tuniz al 20' e al 38’ del primo tempo, per salvare il risultato. Nella ripresa la situazione non è cambiata, anzi si è aggravata. Il Taranto ha perduto al 2’, con Oreste (in fuorigioco non rilevato dall’arbitro) l'occasione per passare in vantaggio in un'azione velocissima in contropiede che ha trovato ferma la difesa tranese. Al 13' è passato in vantaggio, Per il Trani che in passato non aveva mai saputo annullare lo svantaggio di un gol la partita sembrava definitivamente compromessa, invece — ed è l'unico merito che oggi gli si può attribuire — ha saputo reagire. Non che abbia fatto grandi cose, per carità. Ma si è battuto, ha attaccato con caparbietà, ha cercato il gol, magari con poco ordine, ma con grande impegno. E con l'ultima azione in attacco, proprio al novantesimo, ha raggiunto il pareggio. Dunque, un Trani che ha deluso soprattutto per la incapacità di svolgere un gioco razionale. E' stato apprezzabile solo per la generosità e l'impegno con cui ha saputo battersi. Troppo poco ovviamente per una squadra che ha dimostrato in altre occasioni di saper giocare ed anche bene. Ne’ può costituire un'attenuante il nervosismo derivante dalla necessità di vincere a tutti i costi per prendersi, come si suol dire, la rivincita dell’1-4 subito all'andata. Il Taranto rispetto alla gara del girone di andata ha giocato meglio. Ci è sembrato più squadra, capace di difendersi con ordine e di distendersi in contropiede con pericolosità.
Biagio Fanelli (rubrica di carlo del Negro)



