Il professore Giuseppe De Simone ha inviato un appello formale al Prefetto della Bat chiedendo di valutare gli estremi normativi e istituzionali per un possibile intervento sulla carica di presidente della Provincia, attualmente ricoperta dall'avvocato Bernardo Lodispoto, coinvolto in un'indagine giudiziaria della Procura di Trani con l'ipotesi di concorso in corruzione in relazione all'affidamento di lavori di manutenzione stradale dell'ente provinciale.
Nella lettera, De Simone ricostruisce la grave crisi politica e istituzionale che ha investito la Provincia BAT nelle ultime settimane. «Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, tale vicenda ha innescato una crisi politica e istituzionale di straordinaria gravità», scrive il professore, ricordando che sei sindaci su nove hanno formalmente negato la fiducia al presidente nell'assemblea dei primi cittadini, mentre undici consiglieri provinciali su dodici hanno rassegnato le dimissioni in blocco in modo coordinato. «Un messaggio politico chiaro e inequivocabile, che segnala il venir meno delle condizioni minime per una conduzione efficace e condivisa dell'ente», sottolinea De Simone.
La crisi non si limita al profilo giudiziario ma affonda le radici in un progressivo isolamento politico del presidente, acuito dalle tensioni sull'approvazione del bilancio di previsione e dalla decisione di indire le elezioni provinciali per il 12 aprile, in contrasto con le richieste di diversi Comuni, in particolare Andria e Trani, che auspicavano un rinvio per consentire il rinnovo contestuale degli organi. I sindaci di Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia e Spinazzola hanno formalmente dichiarato venuti meno i presupposti per proseguire con efficacia l'azione politico-amministrativa, invitando il presidente a prendere atto della situazione e a favorire un nuovo corso.
De Simone evidenzia il paradosso dell'attuale assetto normativo che consente al presidente di restare in carica ancora per un lungo periodo, seppur in una condizione di estrema debolezza politica e quasi totale isolamento, chiamato ad amministrare l'ente e ad approvare atti fondamentali in un contesto di evidente paralisi istituzionale. «Resta così aperto un interrogativo cruciale sulla reale capacità operativa della Provincia BAT in una fase tanto delicata», scrive il professore.
Nell'appello al Prefetto, De Simone richiama anche una sua precedente lettera aperta indirizzata al presidente Lodispoto, nella quale aveva richiamato il delicato equilibrio tra presunzione di innocenza e responsabilità politica ed etica che deve caratterizzare chi ricopre incarichi di vertice nelle istituzioni. In quella sede aveva sottolineato come la credibilità di un ente pubblico e la fiducia dei cittadini impongano, in presenza di indagini per reati contro la pubblica amministrazione, scelte di sobrietà e di tutela dell'istituzione, anche attraverso un passo indietro temporaneo. De Simone aveva richiamato una sua esperienza personale che lo aveva portato, in passato, a sospendere l'attività istituzionale in attesa delle decisioni della magistratura, proprio per salvaguardare l'ente rappresentato.
«Ritengo che in presenza di un avviso di garanzia o, a maggior ragione, di un'eventuale imputazione per reati contro la pubblica amministrazione, si renda necessario un atto di responsabilità politica, attraverso le dimissioni o la sospensione dalla carica, in attesa delle determinazioni definitive della magistratura. Non come ammissione di colpa, ma come gesto di rispetto verso le istituzioni, i cittadini e lo Stato che esse rappresentano», conclude il professore, confidando nella sensibilità istituzionale del Prefetto e nel ruolo di garanzia che la Prefettura è chiamata a svolgere nei momenti di maggiore criticità democratica.
