ConTeStoLab, Caifasso: "Non giudicare la tragedia in Australia. Genitori si uccidono con i figli autistici". "Non entrate, chiamate la polizia".
Il messaggio dietro la porta, un messaggio agghiacciante che nasconde un disagio molto più grande di quello che è realmente, molto più grande di quello che uno può immaginarsi, soprattutto se non è coinvolto in prima persona.
È successo in Australia dove due genitori si sono uccisi con i due figli autistici. Il timore di lasciarli da soli è stato troppo grande e hanno deciso di portarli con sé.
"Un gestro estremo che deve invitare tutti a riflettere, soprattutto le istituzioni - ha dichiarato Raffaella Caifasso, presidente di ContestoLab di Trani, Bisceglie e Ruvo di Puglia che si occupa di ragazzi autistici. Alcuni genitori dell'associazione sono voluti intervenire su quanto accaduto. "Non succede solo in Australia - ha detto Andrea, papà di un ragazzo di 21 anni-. La solitudine delle famiglie si fa sentire perché abbandonate dal sistema e sfruttate dai politici solo per fini elettorali. E' una tragedia silenziosa dettata solo dall'amore per i propri figli contro un sistema che sostiene solo i forti ed abbandona i deboli".
Per Lucia, mamma di una ragazza disabile di 14 anni, si tratta di una tragedia che non può, non deve lasciare indifferenti.
"La disabilità - dice - ti strema, ti toglie la forza di andare avanti, le prospettive, ti priva all'improvviso di un progetto di vita. Cosa sarebbe successo se questi genitori avessero avuto accanto operatori formati a supportare il loro percorso, se non fosse stato tolto loro ciò di cui avevano più bisogno: presenza? Sarebbero ancora vivi tutti! La solitudine è la peggiore delle condizioni che si possa vivere".
"Sono un genitore di bimbo autistico di quasi 9 anni, che ha ricevuto la diagnosi 7 anni fa, eppure non mi sento di giudicarli negativamente, perché anch'io per le istituzioni, per la gente e persino per chi ha lo stesso sangue di mio figlio sono un fantasma. Vi chiedo di non giudicare, ma di riflettete e di aiutare chi vive certe realtà ed è vicino a voi".
Angela, mamma di due ragazzi autistici di 19 e 11 anni, è categorica:
"L'autismo è autismo e basta.
La nostra disperazione nessuno la conosce davvero, quella che non ti fa vivere più e ti fa odiare tuo figlio quando ti riempie di botte inconsapevolmente. A chi si può chiedere aiuto? Strutture non ce ne sono. Pertanto non puntate il dito su quei due genitori australiani se non vivete la stessa realtà. Meglio stare zitti e aiutare chi ha bisogno, chi in silenzio grida tutto il suo dolore".
