Nella cornice della 13ª edizione di «A Teatro con i Guitti», rassegna che da anni rappresenta un presidio culturale prezioso per il territorio pugliese, lo spettacolo «Siamo solo noi due» è andato in scena domenica 8 febbraio presso la parrocchia Angeli Custodi di Trani, confermando il valore espressivo e sociale del teatro amatoriale. La serata ha offerto momenti di grande poesia grazie all’interpretazione dei componimenti di De Filippo e Totò, magistralmente letti dal Maestro Mario Francavilla, che ha dedicato uno di essi alla moglie, la Signora Pina, aggiungendo un tocco personale e intimo all’evento.
Elemento distintivo dello spettacolo è la scelta registica di affidare l’intera messa in scena a soli due attori, capaci di incarnare con ritmo, versatilità e perfetto affiatamento una pluralità di personaggi. La commedia, scritta da Giuseppe Francavilla e diretta da Mario Francavilla, sul palco protagonista anche l'attore Gigi Di Leo; insieme, gli interpreti mostrano una padronanza scenica straordinaria, riuscendo a mantenere viva l’attenzione del pubblico e a valorizzare ogni sfumatura della narrazione. Ogni gesto, ogni cambio di ruolo e ogni intonazione vocale contribuiscono a creare un microcosmo teatrale ricco, coinvolgente e sorprendentemente completo.
Al centro del racconto c’è una contessa novantenne, vedova e facoltosa, che decide di risposarsi, attirando intorno a sé una schiera di pretendenti mossi più dall’interesse economico che da autentici sentimenti. Un espediente narrativo semplice ma efficace, che consente allo spettacolo di indagare temi universali come l’illusione, il desiderio, la solitudine e il potere seduttivo del denaro.
Ogni cambio di ritmo, di postura e di voce diventa strumento narrativo per delineare caratteri, emozioni e sfumature psicologiche. Il pubblico assiste alla costruzione di un microcosmo teatrale denso e sorprendentemente completo, dove l’alternanza di ruoli e registri non interrompe mai il flusso della pièce, ma anzi ne arricchisce la profondità. Ogni cambio di ruolo è leggerezza, che mantiene viva l’attenzione e alimenta un senso di meraviglia continua. In questa coralità lo spettacolo conferma che la forza della recitazione non dipende dalla quantità di attori, ma dalla capacità di comunicare emozioni autentiche e di instaurare un dialogo vivo con chi osserva.
Il finale a sorpresa, accolto con partecipazione e applausi, suggella un percorso narrativo coerente e ben calibrato.
La rassegna «A Teatro con i Guitti» si conferma così non solo come appuntamento di intrattenimento, ma come esperienza culturale capace di restituire al teatro il suo ruolo originario: quello di strumento di lettura del reale, di esercizio collettivo di emozione e pensiero. Un teatro che, pur nella sua dimensione amatoriale, riesce a parlare con voce sincera e profondamente umana.













