Trani ha avuto l’onore di ospitare, il celebre fisico e divulgatore scientifico prof. Antonino Zichichi, in occasione della IX Assemblea diocesana elettiva dell’Azione Cattolica. L’evento, svoltosi venerdì 21 febbraio 2014 presso la parrocchia Spirito Santo, aveva come tema «Rapporto tra scienza e fede nel Terzo millennio» e ha visto la partecipazione del compianto Arcivescovo Mons. Giovanni Battista Pichierri, dei delegati parrocchiali, dei responsabili nazionali dell’ACI e di ospiti provenienti dall’Albania e dalla Terra Santa.
Zichichi, scomparso oggi all’età di 96 anni, era noto non solo per i suoi contributi pionieristici alla fisica delle particelle, ma anche per la sua costante battaglia contro l’astrologia e le superstizioni, che definiva una “Hiroshima culturale”. Durante la conferenza a Trani, sottolineò come scienza e fede non siano in contraddizione, ma due ali complementari che permettono allo spirito umano di elevarsi verso la verità, citando l’enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II.
La carriera di Zichichi è stata straordinaria: ha lavorato al Fermilab di Chicago e al Cern di Ginevra, guidando scoperte fondamentali come l’antideutone; è stato presidente dell’INFN, della Società Europea di Fisica e promotore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Fondatore del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice, ha lasciato un’impronta indelebile nella fisica europea e mondiale.
A Trani, il professor Zichichi offrì alla comunità un’occasione unica per riflettere sull’importanza del dialogo tra conoscenza scientifica e spiritualità, ricordando che la scienza rappresenta il privilegio dell’uomo di decifrare la logica dell’universo. Il suo intervento rimane oggi un simbolo del legame possibile tra ricerca, cultura e valori umani.
L’ex sindaco Riserbato definì Zichichi un autentico portatore di un messaggio di alleanza tra fede e scienza: «Fede e scienza sono due termini apparentemente antitetici. Zichichi ha invece sempre sostenuto, con grande convinzione, che un’alleanza tra fede e scienza è la conseguenza logica di ciò che sono queste due grandi conquiste dell’intelletto: la scienza nell’immanente e la fede nel trascendente».






