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Calcio storico. A proposito di ribaltoni, ricordate Trani-Squinzano 3-2?

Febbraio si conferma mese di grandi ribaltoni. Ieri il Trani ne ha confezionato uno bellissimo a Molfetta, rimontando il Borgorosso dopo essere stato sotto di due gol. Proprio quarantatré anni fa, il 6 febbraio 1983, al Comunale andò in scena quello storico per eccellenza: il 3-2 allo Squinzano deciso da un giovanissimo Pino Brescia. Fu proprio da quell’eurogol che Brescia spiccò il volo per diventare prima un fortissimo centrocampista e poi un allenatore di valore, tuttora protagonista nel grande calcio come assistente di Giovanni Stroppa alla guida del Venezia, in serie B. Insieme a Carlo Del Negro e attraverso le foto di Vito De Lucia, riviviamo le emozioni di quella domenica indimenticabile.

***

Accadde oggi: 6 febbraio 1983
Campionato 1982/1983
Serie Interregionale
TRANI-SQUINZANO 3-2
Arbitro: Lasala di Roma
Reti: 14’ p.t. Mori, 16’ p.t. Fornari, 38’ p.t. Di Gennaro, 44’ s.t. Francischiello, 45’ s.t. Brescia
Note: spettatori 6.000 circa; al 32’ del p.t. Marra para un calcio di rigore a Matteo Di Gennaro; al 18’ del s.t. espulso MorI per fallo di reazione.
TRANI: Di Paolo, Bizzoca (dal 64’ Narciso Filippo), D’Arcangelo; Bartoli, Sansaro, Rinaldi; Colucci, Binetti (dal 69’ Brescia), Di Gennaro, Caffarella, Francischiello
All. Mimmo Lamia Caputo
SQUINZANO: Marra, Tornese, Rampino; Mori, Guido, Alimenti; Fornari, Veneziale, Leo, Groppi (dall’81’ Lagalla), Cavaterra
All. Angelo Paticchio
La gara tra il Trani e lo Squinzano andata di scena davanti a circa seimila spettatori è una di quelle partite che rimangono impresse nell’immaginario collettivo dei tifosi tranesi e vengono annoverate tra le prestazioni più esaltanti di cui la squadra biancazzurra è stata spesso e volentieri protagonista. Gli ingredienti, alla vigilia, c’erano tutti, ma neanche la più fervida immaginazione di uno scrittore di romanzi di narrativa avrebbe potuto, per l’appunto, immaginare quanto sarebbe successo “quel giorno” al Comunale. Trani in testa alla classifica affronta tra le mura amiche il forte Squinzano, che la segue ad una sola lunghezza di distacco e spera, quanto meno, nel pareggio per restare nella scia della capolista. Allenatore dello Squinzano, Angelo Paticchio, che torna per la prima volta a Trani da avversario, benché nelle vesti di allenatore, il quale non ha mai interrotto il legame con la nostra città avendo sposato una nostra concittadina (Rosa De Sanguine n.d.r.) . Tutti questi ingredienti hanno fatto sì che l’attesa diventasse spasmodica e tutti fossero in ansia per le sorti dell’incontro, che lasciava non poche incognite. Ed i timori della vigilia dopo appena una ventina di minuti dall’inizio della gara si mostravano tutti fondati.

Il Trani prende subito in mano le redini del gioco, ma lo Squinzano, ben disposto in campo da uno stratega del gioco difensivo e di rimessa, che risponde al nome del compianto Paticchio, rintuzzava colpo su colpo le schermaglie tranesi e nel frattempo ne studiava le contromisure. Così, all’alba del primo quarto d’ora di gioco Mori, in una di queste azioni di rimessa fatta di lunghi lanci dalle retrovie, trovava il tempo di portarsi oltre la linea dei difensori tranesi ed infilare l’incolpevole Felice Di Paoloin evidente posizione di fuorigioco. Vibranti proteste da parte dei calciatori tranesi, nei confronti di arbitro e guardalinee, i quali convalidavano la rete non facendosi minimamente sfiorare dal ragionevole dubbio.

Il Trani si innervosiva e si buttava a capofitto in avanti alla ricerca del “giusto” pareggio, ma non passano nemmeno centoventi secondi dalla rete di Mori, che Fornari infila nuovamente Di Paolo, questa volta a causa della difesa, ferma e distratta, con il pubblico che aveva rumoreggiato dopo la prima rete, stavolta ammutolisce, incredulo attonito. Il Trani è alle corde. Che fare?Rimboccarsi le maniche è l’unica opzione rimasta ai biancazzurri: le scorribande delle ali tranesi, Colucci e Francischiello, si fanno sempre più arrembanti; Colucci semina avversari alla sua maniera, in slalom speciale, Francischiello con la sua classe sopraffina elude il controllo del suo marcatore diretto, tutti alla ricerca spasmodica del terminale offensivo Matteo Di Gennaro, il quale ingabbiato al limite dell’area si batte come un leone, da buon capitano, non lasciando trasparire il suo stato d’animo profondamente ferito.

Ora sullo 0-2 tutti intravedono il peggio all’orizzonte: ma il peggio doveva ancora avvenire. Al 32’ infatti il Trani usufruisce di un calcio di rigore per un atterramento in area di danni di Matteo Di Gennaro. Si incarica di calciare il penalty lo stesso Di Gennaro, ma il portiere Marra ne intuisce la traiettoria e blocca il tiro dagli undici metri. Disperazione in campo e sugli spalti. Smarrimento totale. Ma è sempre Matteo Di Gennaro a rianimare compagni di squadra e pubblico realizzando una rete, diciamo così, delle sue e cioè anticipando nettamente il diretto avversario ed infilando il portiere da sotto misura. Allo scadere della prima frazione di gioco è l’unico ed il primo sospiro di sollievo che possono tirare giocatori e pubblico.

Ripresa. Il Trani attacca a testa bassa alla ricerca del pareggio ma lo Squinzano retrocede (terreno) ma non cede, barcolla ma non molla. Al 63’ Mori, l’autore della prima rete dello Squinzano, viene espulso per un fallo di reazione ai danni di Francischiello; ora lo Squinzano è ancora di più raccolto nella propria metà campo e così Lamia Caputo effettua due cambi che si riveleranno provvidenziali alla fine della partita inserendo dapprima Filippo Narciso in luogo di Bizzoca e, cinque minuti dopo, Pinuccio Brescia, il tranese per intenderci, che rileva uno stanco (per il gran lavoro svolto) Cosimo Binetti.

Ora Pasqualino Caffarella è costretto agli straordinari per tenere in piedi un equilibrio precario tra il centrocampo e l’attacco. Nessuno si risparmia, il Trani non vuole perdere la testa della classifica e si organizza come una falange macedone, con la testa di ponte Matteo Di Gennaro e dietro di lui i suoi soldati. Ma i minuti passano e non si riesce a cavare il famoso ragno dal buco. La difesa bianconera (quest’oggi in una insolita casacca giallo-verde) regge in tutti i modi, con le buone e con le cattive, finché non si giunge al 44’, cioè ad un minuto dal termine della partita, allorquando anche il più incallito dei tifosi tranesi aveva ormai riposto ogni speranza di rimonta e mestamente, a testa bassa, si apprestava a lasciare il Comunale, quando Bruno Francischiello tira fuori dal cilindro una magia delle sue segnando una rete, a dir poco magistrale, scacciando l’incubo di una inopinata quanto immeritata sconfitta.

Meglio feriti che morti? Nient’affatto: un minuto dopo (e mentre tutto lo Squinzano, panchina compresa) invocava il fischio finale da parte dell’arbitro, Pinuccio Brescia, nelle vesti di figliol prodigo, raccoglieva un pallone servitogli da Di Gennaro e lo scaraventava all’incrocio dei pali con inaudita violenza e precisione, realizzando un eurogol, come si diceva all’epoca, che fa esplodere di gioia tutto lo Stadio in un tripudio di eccitazione generale e che ancora oggi viene ricordata dai nostalgici del calcio tranese come una delle più belle partite mai disputate dal Trani

Carlo Del Negro
Archivio fotografico di Vito de Lucia


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