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Comunali, De Simone invoca primarie Cdx: «Cantano troppi galli e non fa mai giorno»

Le elezioni comunali del 2026 sono ormai alle porte e, mentre la città attende risposte chiare sul proprio futuro, il dibattito politico continua a concentrarsi quasi esclusivamente sulle divisioni interne ai partiti, in particolare sulla scelta del candidato sindaco. A intervenire con un appello rivolto al centrodestra è il professor Giuseppe De Simone, che sollecita il ricorso alle primarie aperte come strumento di partecipazione democratica e legittimazione delle scelte politiche.

De Simone parte da un bilancio dell'amministrazione uscente: «Dopo dieci anni di amministrazione di centrosinistra, Trani presenta numerose criticità che non possono essere ignorate: ville storiche abbattute per lasciare spazio a nuovi palazzi, asili nido dai costi elevati che ne limitano la piena funzionalità, una discarica ancora non definitivamente chiusa e bonificata, un parco urbano di circa 40.000 metri quadrati le cui problematiche ambientali restano sostanzialmente assenti dal dibattito pubblico, nonché l'acquisto di immobili particolarmente onerosi, privi di una gestione realmente orientata al bene della collettività».

Il professore sottolinea che «i cittadini hanno diritto a un'amministrazione solida, guidata da persone competenti sul piano professionale e irreprensibili sotto il profilo morale» e per queste ragioni rivolge un appello ai partiti del centrodestra che, ad oggi, non hanno ancora presentato un programma elettorale serio, unitario e credibile.

De Simone richiama un noto proverbio per descrivere la situazione: «Troppi galli a cantare non fanno mai giorno: è ciò che sembra accadere nel centrodestra tranese, dove si stanno moltiplicando candidature spesso autoreferenziali, non sostenute da una chiara e condivisa volontà popolare. Negli ultimi anni non è emersa una figura capace di aggregare consenso in modo naturale; tale figura potrà emergere solo attraverso un confronto aperto e trasparente con gli elettori».

Il professore ritiene dunque necessario «ricorrere a primarie aperte, nelle quali gli aspiranti candidati sindaco possano presentare programmi amministrativi concreti, credibili e vincolanti per la comunità». Ma non basta: «Occorre aprire il confronto anche a quelle realtà esterne ai partiti che da tempo dialogano con la società civile attiva e che operano quotidianamente sul territorio, spesso in maniera disinteressata. I partiti devono saper ascoltare chi conosce realmente le condizioni della città».

De Simone ricorda che «Fratelli d'Italia ha previsto nel proprio statuto, all'articolo 2, il ricorso alle primarie come metodo imprescindibile per la selezione dei candidati a tutte le cariche istituzionali e a ogni livello territoriale» e avverte: «Restare chiusi nelle segreterie di partito significa perdere il contatto con la sensibilità dei cittadini e alimentare ulteriormente quella distanza tra politica e comunità che già oggi si traduce in disaffezione e astensionismo».

Il professore conclude con un appello all'azione: «Il tempo a disposizione è limitato. È necessario convocare assemblee pubbliche, aprire il confronto alle diverse componenti della società civile e selezionare, insieme, i migliori candidati per il futuro di Trani».


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