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Liste d'attesa, Merra a Decaro: «Trani non può più aspettare»

Una lettera aperta è stata indirizzata al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e per conoscenza ai consiglieri regionali Debora Ciliento e Andrea Ferri, oltre che al sindaco di Trani Amedeo Bottaro. A firmarla è Raffaella Merra, già assessore e consigliere comunale di Trani, che esprime profonda preoccupazione per la situazione sanitaria locale, definendo le recenti misure regionali per l'abbattimento delle liste d'attesa come «un'ennesima illusione burocratica».

Secondo Merra, la delibera regionale ripropone strumenti già falliti nell'ultimo decennio, come cabine di regia e monitoraggi, mentre la realtà quotidiana dei tranesi è fatta di agende sbarrate, anni di attesa per interventi ordinari e lunghi viaggi della speranza. L'esponente politico sottolinea come si sia giunti al paradosso per cui sembrerebbe servire una «raccomandazione» persino per ottenere una visita a pagamento in tempi brevi.

Il punto più critico sollevato nella missiva riguarda il «dramma degli anziani fragili», definito una vera piaga sociale per la città. Merra denuncia un'assistenza domiciliare ridotta a un simulacro e del tutto inadeguata, situazione che spinge molte famiglie a trattenere i propri cari nei reparti ospedalieri per mancanza di alternative sul territorio. Gli ospedali si trasformerebbero così in «parcheggi» forzati in attesa di posti nelle rarissime RSA convenzionate della zona.

La lettera evidenzia inoltre una «discriminazione economica inaccettabile»: chi non accede ai posti convenzionati deve affrontare rette superiori ai 2.000 euro mensili, cifre insostenibili per la maggior parte delle famiglie tranesi. «Chi non ha un patrimonio da svuotare o una casa da vendere viene condannato a un'assistenza di serie B», attacca Merra, sollecitando il potenziamento dei distretti locali e la creazione di nuove realtà di accoglienza a Trani per decongestionare i presidi ospedalieri.

Infine, vengono sollevati dubbi sulla sostenibilità economica e gestionale del piano regionale. Con la Puglia in piano di rientro dal 2011 e un disavanzo di circa 400 milioni di euro l'anno, Merra si chiede con quali fondi e quale personale si intenda operare, sottolineando come medici e infermieri siano già allo stremo. La conclusione è un monito alla politica: senza assunzioni stabili e una reale presa in carico della cronicità e della terza età, la delibera resterà «carta straccia» e le agende dei centri prenotazione rimarranno ancora inesorabilmente chiuse.


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