L'Alleanza Verdi e Sinistra ha lanciato una mobilitazione istituzionale capillare per contrastare il disegno di legge sulla violenza sessuale proposto dalla senatrice Giulia Bongiorno. La strategia, coordinata a livello nazionale e locale, punta a coinvolgere i consigli comunali e regionali di tutta Italia per esprimere una netta opposizione a quello che viene definito un tentativo della destra di schiacciare l'autodeterminazione femminile sotto il peso di una visione patriarcale. Secondo gli esponenti di Avs, lo slittamento della discussione del testo ad aprile rappresenta un primo segnale positivo, frutto della resistenza opposta in commissione giustizia dalla senatrice Ilaria Cucchi e dalle associazioni femministe e transfemministe. Marilena Grassadonia, Francesco Alemanni ed Enrico Panini hanno sottolineato come la sfida riguardi la dignità delle donne e la necessità di non arretrare di fronte a riforme giudicate rischiose per i diritti civili e l'autodeterminazione.
In questo solco si inserisce l'iniziativa locale del consigliere comunale di Sinistra Italiana a Trani, Vincenzo Topputo, il quale ha ufficialmente protocollato una mozione per impegnare il sindaco e l'amministrazione cittadina a intervenire presso il governo e il senato. Il documento chiede formalmente il ritiro del ddl 1715 nella sua attuale formulazione di testo base, sollecitando invece il pieno recepimento del modello del consenso già approvato alla camera dei deputati. Tale modello, in coerenza con la convenzione di Istanbul, viene considerato l'unico strumento efficace per garantire una normativa rispettosa delle donne e delle soggettività oppresse. Topputo esorta l'amministrazione a sostenere ogni iniziativa utile a promuovere leggi chiare che mettano al centro la libertà individuale, alzando anche dal territorio tranese un coro di indignazione contro ogni forma di aggressione alla dignità femminile.
