L'ex sindaco di Trani, Luigi Nicola Riserbato, ha rivolto un appello istituzionale al presidente del consiglio comunale e alla conferenza dei capigruppo affinché venga valutata la revoca della cittadinanza onoraria concessa a Francesca Albanese, relatrice dell'Onu. Secondo Riserbato, l'onorificenza sarebbe stata attribuita in modo frettoloso e oggi risulterebbe in palese contrasto con la storia e l'identità della città. A supporto della sua richiesta, l'ex primo cittadino cita «le recenti affermazioni della dottoressa Albanese, che hanno suscitato dure prese di posizione da parte di nazioni come Francia e Germania, oltre ai precedenti moniti rivolti ai giornalisti a seguito dell'assalto alla sede del quotidiano La Stampa».
Nella sua riflessione, Riserbato sottolinea come la figura del santo patrono di Trani, San Nicola il Pellegrino, rappresenti un simbolo di accoglienza e un ponte tra oriente e occidente, unendo diverse spiritualità anziché alimentare divisioni. In questo contesto, il mantenimento della civica benemerenza alla relatrice Onu viene considerato «un elemento stridente con la vocazione storica del territorio».
Pur riconoscendo che la città sia attualmente impegnata ad affrontare emergenze più gravi, Riserbato ritiene «doveroso un riesame della questione», evidenziando come molti altri comuni italiani si stiano orientando verso decisioni simili. L'invito finale è rivolto alla massima assise cittadina, «affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità alla luce delle recenti dichiarazioni della dottoressa Albanese».
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(ndr) Francesca Albanese si è difesa sostenendo di essere vittima di una campagna di disinformazione e che le sue parole sono state "manipolate" o estrapolate dal contesto. Ha inoltre denunciato la gravità delle sanzioni personali imposte contro di lei dall'amministrazione statunitense (sotto la presidenza Trump), che le impedirebbero l'accesso a servizi bancari e carte di credito, rendendola di fatto una "non-persona".
In sua difesa sono intervenute organizzazioni come Amnesty International, che ha chiesto ai leader europei di ritirare le richieste di dimissioni, definendo gli attacchi contro di lei un tentativo di mettere a tacere chi denuncia violazioni dei diritti umani.
