Non è stato solo un evento, ma un vero abbraccio collettivo. Il primo compleanno dell’associazione “Il Sogno di Angelica”, celebrato a Trani presso il Montefalcone Village, si è trasformato in una giornata di straordinaria umanità, capace di superare ogni aspettativa.
Circa sessantacinque persone, molte delle quali inizialmente sconosciute tra loro, si sono ritrovate unite da un sentimento comune: la voglia di condividere, sostenere e sentirsi parte di qualcosa di autentico. Sin dall’accoglienza, curata con attenzione e accompagnata da un piccolo dono per ogni partecipante, si è respirato un clima di calore, semplicità e profonda appartenenza. Tra i momenti più toccanti della giornata, l’esibizione di Tommaso, giovanissimo sassofonista, ha colpito tutti. Nonostante suoni da poco, ha regalato una melodia intensa e commovente, accompagnata da un video con parole cariche di significato, creando un silenzio denso di emozione e commozione.
Straordinarie anche le performance dei «Guerrieri»: bambini di appena 9 e 10 anni: Domenico, Serena, Francesca e Anita provenienti da esperienze sportive diverse, che per gioco hanno deciso di unirsi. Nessuno li ha guidati: si sono scelti, si sono dati un nome e un’identità. In soli due giorni hanno ideato e preparato coreografie, trasformando il gioco in un potente messaggio di inclusione, rispetto e condivisione. Hanno scelto il nome Guerrieri perché dentro di loro c’è forza, coraggio e determinazione, ma la loro è una forza gentile, fatta di collaborazione, divertimento e empatia.
Tra i «Guerrieri» c’era anche Domenico Lomolino, fratello di Saverio, un ragazzo venuto a mancare pochi mesi fa all’età di 17 anni. Saverio avrebbe voluto far parte dell’associazione, e Domenico ne ha raccolto idealmente il desiderio, diventando promotore attivo di un percorso già sentito suo dal fratello. Un gesto che ha commosso profondamente tutti i presenti, dimostrando come il dolore possa trasformarsi in forza, memoria condivisa e speranza.
Alla giornata hanno partecipato anche Don Dino Cimadomo, da sempre vicino all’associazione, e le suore Antida e Lorena della Casa di Reclusione di Trani, che hanno offerto testimonianze profonde, ricordando quanto il bene possa nascere e diffondersi ovunque.
Il primo compleanno de “Il Sogno di Angelica” ha avuto anche un importante riscontro concreto: molti partecipanti si sono fatti portavoce dell’iniziativa, manifestando il desiderio di sostenere i progetti futuri.
A Watamu, in Kenya, la vita sembra trovare voce. Non come semplice destinazione geografica, ma come naturale approdo di un cammino carico di significato. Il Kenya rappresenta il desiderio dell’associazione di adottare a distanza un bambino, avvicinarsi a una terra autentica e immergersi in una cultura capace di insegnare dignità, resilienza e speranza. Qui il sogno prende forma tra sorrisi che parlano senza parole e occhi che raccontano storie di futuro.
Oggi l’associazione è certa che quel legame non sia casuale. Watamu rappresenta il luogo in cui i valori de «Il Sogno di Angelica» trovano piena espressione, trasformando il desiderio in impegno, la distanza in presenza e la speranza in azione viva.
Lo sguardo è ora rivolto a settembre, quando l’associazione ripartirà con nuovi obiettivi solidali: la realizzazione di un pozzo, la sistemazione di una sala travaglio e la creazione di uno studio–libreria all’interno di un orfanotrofio. Traguardi ambiziosi, oggi più vicini grazie a una comunità che ha scelto di camminare insieme.
Perché a volte basta poco: un sogno, delle mani unite e la capacità di sentirsi, anche solo per un giorno, un’unica grande famiglia.





