Una famiglia composta da madre 73enne e figlio 56enne vive da due anni in condizioni estreme in un fabbricato fatiscente di via Cappuccini a Trani, privo di acqua ed energia elettrica. Su di loro grava un’ordinanza di sgombero imminente. Durante un sopralluogo, un giudice ha ribadito la necessità di lasciare l’immobile e trovare una soluzione alternativa.
L’uomo chiede però di poter restare fino all’assegnazione di un alloggio comunale, denunciando le difficoltà economiche che hanno portato alla perdita della precedente casa e sottolineando le condizioni di salute della madre, bisognosa di assistenza. La situazione è resa più critica dal rischio demolizione degli edifici circostanti, che potrebbe coinvolgere anche quello occupato.
Gennaro Ricchiuti (questo il nome del 56enne) accusa l’amministrazione comunale di promesse non mantenute e mancato supporto, mentre un amministratore di sostegno, nominato per l’anziana, tenta di mediare proponendo percorsi utili per ottenere una casa popolare. La famiglia, seguita dai servizi sociali, resta ferma sulla richiesta di una sistemazione dignitosa che consenta loro di restare insieme.
