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Comunali, De Simone: «Errore saltare le primarie, quasi nulla sarà credibile»

A pochi mesi dalle elezioni comunali del 2026, il quadro politico a Trani resta frammentato e incerto. Centrodestra e centrosinistra sono alla ricerca di un candidato sindaco in grado di raccogliere consenso ampio, ma al momento i nomi certi sono pochissimi. Per il resto si procede tra ipotesi, trattative, veti incrociati e strategie ancora da definire, mentre la città attende un confronto serio e concreto sui programmi e sulle priorità per il futuro.

Nei giorni scorsi, ho rivolto ai partiti un appello chiaro: la città merita un dibattito politico che vada oltre le divisioni interne, concentrandosi su progetti concreti e realizzabili. Ho evidenziato le criticità accumulate in dieci anni di amministrazione di centrosinistra: ville storiche abbattute per far spazio a nuovi edifici, asili nido costosi e poco funzionali, una discarica ancora non bonificata, un parco urbano di circa 40.000 metri quadrati trascurato nelle sue problematiche ambientali, e l’acquisto di immobili onerosi senza una gestione realmente orientata al bene della collettività. Infine, questa amministrazione sarà ricordata per i numerosi incarichi e affidamenti di lavori effettuati in violazione del Codice degli Appalti, considerato che gli affidamenti diretti devono essere adeguatamente motivati e giustificati.

Ho ribadito con forza che Trani ha diritto a un’amministrazione solida, guidata da persone competenti sul piano professionale e irreprensibili sul piano morale.

Nel mio appello avevo chiesto al centrodestra di presentare un programma elettorale serio, unitario e credibile, sottolineando il ruolo fondamentale delle primarie come strumento di partecipazione democratica e legittimazione delle scelte politiche. Ho evidenziato che solo un confronto aperto e trasparente con i cittadini può far emergere figure in grado di aggregare consenso in modo naturale. Ho anche ricordato l’importanza di coinvolgere realtà civiche esterne ai partiti, che operano quotidianamente sul territorio e conoscono concretamente i problemi della città. Nonostante ciò, il mio invito è stato ignorato. Le primarie sono state messe da parte come uno strumento superato, mentre i partiti continuano a muoversi all’interno delle loro stanze, concentrandosi su candidature autoreferenziali e giochi interni, lontani dai bisogni reali della comunità.

Ma il nodo più preoccupante riguarda le richieste avanzate da alcuni esponenti di passare dal centrosinistra al centrodestra, cercando di portare con sé altri consiglieri ancora oggi in maggioranza. Tentativi concreti di ridefinire gli equilibri a pochi mesi dal voto, che incidono sulla composizione delle liste e sulle strategie delle coalizioni. Secondo un’indagine tra i cittadini, queste operazioni non trovano consenso e vengono percepite con forte sospetto. La preoccupazione principale è che possano generare candidature di fuoriusciti dai partiti di sinistra discutibili dal punto di vista morale e professionale. Il rischio è evidente: allontanare gli elettori, alimentare l’astensionismo e ritrovarsi con una compagine elettorale debole e poco rappresentativa.

La competizione tra schieramenti è naturale e necessaria, ma ciò che mina la fiducia dei cittadini è il trasformismo opportunistico, la confusione delle identità politiche e l’idea che tutto possa essere negoziato pur di ottenere un posto in lista. Trani ha bisogno di chiarezza, coerenza e qualità nelle candidature. Senza credibilità, nessun progetto politico potrà restituire fiducia ai cittadini o convincerli a tornare alle urne con la certezza che il loro voto possa davvero fare la differenza.

                                                                                                                                                                      Giuseppe De Simone


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