L’Ufficio del Giudice di Pace di Trani attraversa una crisi sempre più grave, segnata da una cronica carenza di personale amministrativo e da un carico di lavoro in costante aumento. A lanciare l’allarme è la presidente della sezione lavoro del Tribunale, Angela Arbore, che parla di una situazione di piena emergenza, con un organico ormai insufficiente e una pianta ferma al 1995, mai adeguata nonostante l’ampliamento del territorio servito.
L’ufficio coordina sei sedi (Trani, Canosa, Bisceglie, Andria, Corato e Barletta) e gestisce un numero crescente di procedimenti: nel 2025 sono stati iscritti oltre 2.400 fascicoli civili. Tuttavia, le risorse umane restano esigue e destinate a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi a causa di pensionamenti, trasferimenti e scadenze di incarichi temporanei, con il rischio di perdere fino al 60-80% del personale.
La situazione è aggravata dall’aumento delle competenze del Giudice di Pace, con cause di valore più elevato e una crescente complessità delle attività. Nonostante i ripetuti richiami di avvocati, istituzioni e sindacati, tra cui la CGIL, gli interventi finora adottati sono stati solo temporanei e insufficienti.
Secondo la CGIL Funzione Pubblica Bat, la condizione è ormai “insostenibile” e rischia di compromettere la continuità dei servizi essenziali, mettendo in pericolo sia i diritti dei cittadini sia la tenuta del presidio di giustizia sul territorio. Il sindacato chiede interventi urgenti e strutturali per rafforzare l’organico e garantire un servizio efficiente, mentre resta incerto anche il futuro della sede.
