Il Tribunale di Trani ha reso irrevocabile la confisca di beni legati a una gestione illecita di rifiuti che ha coinvolto un'impresa operante nel territorio cittadino. Il provvedimento, notificato dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Barletta, chiude un iter giudiziario avviato nel 2024 su coordinamento della Procura di Trani, mirato a contrastare reati ambientali e l'accumulo di profitti illeciti.
L'indagine si era concentrata su un'azienda tranese attiva nel settore della raccolta e lavorazione di rottami di vetro. Gli accertamenti avevano permesso di scoprire che l'impresa aveva realizzato una vera e propria discarica abusiva, gestendo la raccolta e la frantumazione del vetro in quantità doppie rispetto alle 6.650 tonnellate consentite dal titolo autorizzativo. Il materiale, risultato inoltre impuro, veniva accumulato costantemente fino a raggiungere altezze di circa 8,5 metri, ben oltre il limite di sicurezza fissato a 3 metri. Tale situazione aveva ingenerato un potenziale rischio di cedimento franoso sulla adiacente linea ferroviaria.
L'operazione, che nel luglio 2024 aveva già portato al sequestro preventivo dell'intero compendio aziendale e di disponibilità finanziarie, si è conclusa con l'applicazione della pena concordata tra le parti per l'ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti. Il Tribunale ha disposto la confisca delle somme già sequestrate e versate al Fondo unico giustizia, nell'ambito di un ammontare complessivo che, insieme a un'altra operazione nella provincia, tocca i 550 mila euro.
Oltre alla confisca del profitto del reato, l'ente è stato colpito da sanzioni amministrative pecuniarie. L'esito di questa attività investigativa sottolinea la costante attenzione della Procura di Trani e della Guardia di finanza nella tutela dell'ambiente e degli ecosistemi, oltre che nell'aggressione ai patrimoni accumulati attraverso attività illecite che mettono a rischio la sicurezza del territorio e delle infrastrutture.
