A quasi dieci anni dalla morte del 27enne chef Raffaele Casale, il procedimento giudiziario non è ancora giunto a una conclusione. La sentenza del rito abbreviato è stata infatti rinviata al 1° luglio 2026 dal Gup Domenico Zeno, che ha disposto un’integrazione probatoria.
Al centro della decisione vi è la necessità di acquisire i file originali delle fotografie presenti nel fascicolo, finora disponibili solo in formato stampato e di qualità insufficiente. Le immagini ad alta risoluzione potrebbero chiarire due aspetti cruciali: la presenza di operatori Amiu impegnati nella pulizia della strada dagli aghi di pino e la possibile assenza o non visibilità del segnale di limite di velocità.
Il processo vede imputati un dirigente facente funzioni e un amministratore dell’epoca, accusati di concorso colposo in omicidio stradale per presunte omissioni nella manutenzione del tratto stradale. Tuttavia, sia la pubblica accusa sia le rispettive difese hanno chiesto l’assoluzione, ritenendo insufficienti le prove.
Nonostante ciò, il giudice ha scelto di approfondire ulteriormente prima di decidere. La famiglia della vittima, costituita parte offesa, continua ad attendere verità e giustizia, tra speranza e dolore mai svanito.
