Angela Mercorio, candidata sindaco con il progetto “Trani 2035”, ha presentato un programma ambizioso basato sull’idea di «governare la bellezza» come motore di sviluppo economico e sociale della città. Ha chiesto ai cittadini una fiducia “consapevole”, sottolineando il lavoro collettivo di professionisti nella stesura del piano.
Il programma si divide tra interventi ordinari (manutenzione urbana, sicurezza, verde) e una visione strategica di lungo periodo. Tra i punti chiave: la creazione di un polo internazionale sul diritto del mare, con una scuola dedicata e ricadute economiche sul territorio; il lancio di un brand cittadino e di un festival enogastronomico; una mobilità più efficiente con navette elettriche e parcheggi interrati per liberare il centro dalle auto.
Grande attenzione anche alla formazione, con la proposta di una cittadella dell’istruzione che integri scuole e università, oltre a residenze per lavoratori digitali e una scuola internazionale del turismo. Centrale il tema delle periferie, con interventi per ridurre le disuguaglianze e migliorare servizi e infrastrutture.
Sul fronte sanitario, Mercorio esclude promesse irrealistiche ma si impegna a lavorare almeno per un pronto soccorso efficiente. Infine, rispondendo alle critiche sui costi, evidenzia l’utilizzo di fondi europei e accusa la politica locale di scarsa progettualità, ribadendo che il piano è realizzabile con visione e competenze.
Nel corso della serata non sono mancate le domande critiche dal pubblico, tra cui quella di un rappresentante di comitato di quartiere che ha chiesto da dove verranno le risorse per finanziare un piano così ambizioso. Mercorio ha risposto illustrando il lavoro svolto da commercialisti e da un gruppo di esperti a Milano sui fondi europei e regionali disponibili, e ha lanciato una stoccata alla classe politica cittadina: «Un amico che lavora sul Pnrr mi dice ogni mattina che da Trani non arriva una progettualità. Ma di cosa stiamo parlando? Ci sono milioni di euro disponibili e noi non presentiamo domanda. Abbiamo uno dei migliori europrogettisti europei che è tranese, è docente alla Sapienza, ed è scappato da Trani. Questo mi deve fare riflettere».
«Quando vi dicono che non si può fare - ha concluso Mercorio - si nascondono dietro la burocrazia o non lo vogliono fare. Noi abbiamo studiato, abbiamo dati concreti e vi diciamo che si può fare. Io ho deciso di rimanere a Trani quando avrei potuto scegliere qualsiasi altro posto. A mio avviso questa è una delle dichiarazioni d'amore più belle che si possano fare a una città. Vi chiedo di camminare insieme a noi, perché il futuro di Trani non è qualcosa che dobbiamo subire. Il futuro di Trani si costruisce insieme».


