L'ex assessore all'ambiente di Trani, Giuseppe De Simone, interviene con una nota durissima sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia, evidenziando come la regione sia ancora lontana dall'autosufficienza impiantistica. Secondo De Simone, circa il 10% degli ecoreati nazionali si consuma in territorio pugliese, una regione che riversa in discarica mezzo milione di tonnellate di scarti ogni anno a causa della mancanza di impianti di trattamento e valorizzazione.
L'analisi di De Simone si sofferma sulla «mafia degli affari», citando le relazioni della Direzione distrettuale antimafia, e punta il dito contro i ritardi nella realizzazione degli impianti pubblici di compostaggio che dovrebbero essere finanziati dal Pnrr. Nonostante il Piano regionale dei rifiuti prevedesse la chiusura delle discariche entro il 2025, queste continuano a funzionare a pieno ritmo, costringendo gli enti a spendere denaro pubblico per avvalersi di siti privati o per spedire l'indifferenziata fuori regione.
L'ex assessore richiama l'attenzione sulle responsabilità politiche di chi ha gestito la politica ambientale regionale dal 2000 a oggi, sottolineando come le scelte compiute abbiano portato a un «dannoso e letale sovraccarico» delle discariche, con conseguenze pesanti per la città di Trani. De Simone auspica una revisione della narrazione ufficiale e invita la magistratura di Trani e Bari a fare piena luce sulla vicenda, auspicando che la nuova «cabina di regia» istituita dalla Prefettura Bat possa finalmente segnare un cambio di passo nel contrasto alle ecomafie.
