“TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITÀ”
VIA GIUSEPPE GIOIA
COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente dal civico n. 318 di via V. Malcangi sino a via don G. Rossi. Già 20^ Strada da denominare, delibera del 1991.
STORIA: Giuseppe Gioia nasce a Trani il 20 febbraio 1874. Studia presso la Facoltà di Giurisprudenza e diviene un avvocato civilista. Antifascista, è apprezzato per le sue doti in campo professionale che, a parte il ramo dell’avvocatura, lo contraddistinguono come giornalista e scrittore di importanti e rinomate riviste. Ricopre vari ruoli, tra cui la presidenza dell’Ordine Forense – Sezione di Trani occupandosi di altrettante cariche pubbliche in un’Italia in forte ricostruzione e ricrescita, riproponendo la costituzione della Deputazione Provinciale della, cosiddetta, Terra di Bari. Abita nella sua caratteristica villetta, oggi ancora esistente in via Ciardi 46 (già via Mausoleo 15), una costruzione singolare perché completamente incastonata nel tessuto urbano. Muore ad 87 anni, il 25 novembre 1961, a Trani. Riposa nella Cappella cimiteriale dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, presso il cimitero cittadino.
ANEDDOTI
La “targa tranese”: l’avvocato Gioia ha suggerito una targa in onore della sua città natia, da impostare in un luogo simbolico urbano. Così, le righe proposte citano così: «Ordinamenta Maris, il primo codice mercantile del mondo (1063), compilato dai tranesi Simone De Brado, Angelo De Bramo, Nicola de Rogerio, sede Amministrazione di giustizia da 745 anni (1215), della Corte del Capitano per 134 anni (1414-1568; 1509-1586), della Sacra Regia Udienza e Capoluogo della Provincia per ben 222 anni (1586-1808); del Tribunale provinciale con giurisdizione su Bari e della Gran Corte criminale e civile per 55 anni (1706-1861), della Corte di Appello per le tre Puglie in 4 sezioni per 62 anni (1861-1923), la terza per importanza dopo quelle di Napoli e di Palermo, del tribunale circondariale su undici comuni e della Corte di Assise dal 1862». L’idea non è mai stata portata a compimento
Gli insegnanti di Giuseppe Gioia: un dono destinato al prof. Raffaello Piracci, consegnato da Armida Gioia (figlia dell’avv. Gioia e moglie del sig. Massarelli), riporta un omaggio con cui Giuseppe Gioia ricorda i maestri che ne curano la formazione culturale, umana e professionale. Si sofferma in particolare sul Ginnasio superiore «Mons. Davanzati» di Trani: qui il prof. Vincenzo Vischi, reduce dalle prigioni borboniche, gli insegna il latino e lo avvia all’amore per la tradizione greco-classica. Tra gli altri docenti, il prof. Bonacini, di origini modenesi, gli impartisce lezioni di matematica, fisica e chimica, tanto da farne, in giovane età, un vero «tecnico» della materia. È invece grazie al prof. Gennari-Daljion che scopre Dante Alighieri, destinato a diventare un riferimento costante per tutta la sua vita, alimentando una scrittura critica e rigorosa, quasi un personale «girone dantesco» di analisi e riflessione che Gioia porta con sé negli anni.
BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, p. 83
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 5, p. 93; 1961, III, n. 12, pp. 275 - 276
Giuseppe Gioia – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 3, pp. 45 – 46
In copertina, la caratteristica Villa Gioia, in via Ciardi 46, residenza dell’avv. Giuseppe Gioia
Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti