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Assistenza specialistica, Cinquepalmi: «Educatori negati a Trani e Bisceglie»

Educatori negati ai bambini con disabilità: cosa sta accadendo a Trani e Bisceglie? Questo comunicato è in difesa di tutti i bambini con disabilità che, a distanza di cinque mesi dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026, sono ancora privi dell’educatore per l’autonomia e l’inclusione. Una situazione grave, da molti ignorata, che sta causando danni concreti ai minori più fragili e alle loro famiglie.

I FATTI.
Nell’anno scolastico 2025/2026 circa la metà degli alunni con disabilità delle scuole di Trani e Bisceglie non ha ottenuto l’assegnazione delle consuete 3 ore settimanali di assistenza specialistica. Le conseguenze sono pesantissime:
-Bambini costretti ad uscire prima da scuola (quasi 100 ore in meno all’anno);
-Bambini lasciati in classe senza un adulto di riferimento che favorisca inclusione e autonomia;
-Educatori della cooperativa SAID con drastica riduzione delle ore di lavoro.

LA DECISIONE POLITICA.
Il 16 aprile 2025, in Consiglio Comunale, l’Assessore alla Disabilità ha dichiarato che non vi erano risorse economiche sufficienti per garantire il servizio a tutti. “La coperta è corta”, è stato detto.
È stato quindi approvato un nuovo Regolamento che introduce uno sbarramento: l’educatore viene riconosciuto solo ai bambini in possesso del certificato INPS art.3 comma 3 della Legge 104.
È noto che solo circa il 50% dei minori con disabilità possiede tale certificazione specifica.

MA I SOLDI C’ERANO?
Dall’accesso agli atti emerge un quadro diverso.
Al momento dell’approvazione del Regolamento risultavano disponibili circa 2 milioni di euro, fondi vincolati provenienti da Stato e Regione Puglia (FNPS, FNA, FGSA), oltre al cofinanziamento dei Comuni dell’Ambito.
Inoltre, l’offerta della cooperativa SAID per il nuovo appalto era più bassa rispetto al biennio precedente, con un risparmio stimato di circa 200.000 euro.
Il costo di un’ora di educatore è di 22,15€ lorde.
Con 3 ore settimanali per 30 settimane e 399 alunni con sostegno, il servizio risulterebbe ampiamente sostenibile.
Dunque, la carenza di fondi non risulterebbe confermata dai dati economici disponibili.

LE PROTESTE.
Nel corso dei mesi si sono susseguite prese di posizione pubbliche, la sottoscritta Maria Grazia Cinquepalmi ha sollevato il caso mediaticamente e legalmente, l’ex Assessore Uva ha evidenziato il danno educativo, il 1° C.D. “De Amicis” ha chiesto formalmente al Sindaco l’estensione del servizio per 14 alunni gravi, per un costo di 16.605€, diverse famiglie hanno denunciato pubblicamente la situazione.
Il Sindaco, il 10 novembre 2025, ha dichiarato pubblicamente che il problema non era la mancanza di fondi e ha promesso una soluzione immediata.

LA DEROGA MAI REALIZZATA.
Il Regolamento prevede all’art.10 la possibilità di deroghe in presenza di casi gravi documentati.
Le scuole hanno prodotto ampia documentazione.
Risultato della procedura conclusa il 9 gennaio 2026: pochissimi casi accolti, sostanzialmente solo quelli che nel frattempo avevano ottenuto il certificato INPS.
Di fatto, lo sbarramento è rimasto invariato.
Anche dopo una determina del Sindaco che ordinava l’assegnazione degli educatori ai casi gravi del “De Amicis”, il provvedimento non ha avuto concreta attuazione.

UNA CONTRADDIZIONE EVIDENTE.
Nella città che da anni si definisce “Trani Autism Friendly”, i fondi risultano disponibili; Ulteriori 270.000€ sarebbero stati assegnati a dicembre 2025; I bambini con disabilità restano senza supporto.
La discriminazione avviene non in base alla gravità della disabilità, ma sulla base del possesso di un certificato amministrativo.

LE DOMANDE CHE RESTANO CHE PORGO A QUESTA AMMINISTRAZIONE.
-Perché, se le risorse sono disponibili, il servizio non viene esteso?
-Perché le deroghe previste dal Regolamento non vengono applicate in modo sostanziale?
-I fondi vincolati sono ancora tali o sono stati trasformati in residui utilizzabili altrove?
-La promessa del Sindaco verrà mantenuta?

In conclusione, oggi, i bambini con disabilità e le loro famiglie continuano a subire un danno grave nel percorso di inclusione e autonomia.
Quando si parla di disabilità non si può procedere per barriere amministrative.
La tutela dei più fragili non può essere subordinata a rigidità burocratiche o scelte politiche che appaiono in contrasto con i dati economici disponibili.

È necessario e doveroso restituire ai bambini ciò che spetta loro per diritto, l’inclusione scolastica reale.

Maria Grazia Cinquepalmi (Trani 2026)


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