Il centrodestra tranese è a un bivio e, secondo i socialisti, liberali e riformisti, non può più permettersi di rimandare le decisioni. In una nota, l’area politica parla apertamente di una fase di immobilismo, accusando la coalizione di «non decidere» e di rifugiarsi in dinamiche che rischiano di compromettere ancora una volta la costruzione di un’alternativa solida.
L’obiettivo dichiarato era quello di aprire una nuova stagione politica attraverso l’individuazione di un candidato sindaco forte, condiviso e capace di aggregare le diverse anime del centrodestra, una figura con esperienza e profonda conoscenza delle criticità della città di Trani. Sul tavolo, viene sottolineato, ci sarebbero anche nomi di rilievo e rispettabili, ma la sintesi tarda ad arrivare.
A preoccupare è soprattutto il ritorno a dinamiche già viste in passato. Secondo i firmatari del documento, starebbe infatti prendendo quota «l’ennesimo nome di un professionista prestato alla politica», una scelta che, a loro avviso, confermerebbe la mancanza di visione e di capacità di costruire un progetto unitario, nonostante le sconfitte degli ultimi dieci anni.
Da qui la proposta: i socialisti, liberali e riformisti indicano nel dottor Alfonso Maria Mangione una candidatura «seria e credibile» per guidare la città. Mangione viene descritto come una figura politica radicata nel territorio, con esperienza e riconoscimento anche nel mondo del terzo settore, oltre che come un candidato in grado di rappresentare un punto di sintesi per la coalizione.
Il messaggio è chiaro: è arrivato il momento di assumersi fino in fondo le responsabilità politiche. In caso contrario, avvertono, il rischio è quello di non aver fatto tesoro delle sconfitte del passato e di proseguire in una fase di incertezza che potrebbe pesare anche sulle prossime scadenze elettorali.
