È una lettera aperta, ma è anche un atto d'accusa. Il 1° Circolo Didattico «De Amicis» di Trani, per mano del dirigente scolastico, Paola Valeria Gasbarro, ha scritto pubblicamente al sindaco Amedeo Bottaro per denunciare una situazione che si trascina da mesi e colpisce direttamente i bambini con disabilità iscritti nelle scuole cittadine: la progressiva riduzione delle ore di educatore per l'assistenza, lo sviluppo dell'autonomia e l'inclusione scolastica.
La lettera, firmata dall'istituzione scolastica che raccoglie quasi mille alunni, duemila genitori e 124 unità di personale, è costruita attorno a una serie di domande dirette, che adesso attendono ancora risposta.
Il quadro descritto dalla scuola è quello di un arretramento progressivo e sistematico. «Nell'anno scolastico precedente, l'amministrazione comunale aveva già tagliato le ore di educatore per tutti gli alunni con disabilità di media gravità. In questo anno scolastico 2025/2026 il taglio ha colpito circa il 50% degli alunni con disabilità grave». Una escalation che la scuola definisce «inaccettabile», tanto più perché le motivazioni ufficiali addotte si sarebbero rivelate contraddittorie.
«L'assessore alla Disabilità ha dichiarato in Consiglio comunale e nelle riunioni con le scuole che il taglio era necessario a causa di risorse economiche scarse - si legge nella lettera -. Poi abbiamo capito che forse non era vero. Tu stesso, Sindaco, hai dichiarato alla stampa che i tagli sugli educatori non dipendevano da problemi di risorse economiche». Una contraddizione che la scuola non riesce a spiegarsi e aggraverebbe ulteriormente il senso di abbandono vissuto dalle famiglie.
La lettera ripercorre anche i tentativi di interlocuzione con il primo cittadino. A novembre 2025, dopo la diffusione di un video che raccontava la sofferenza dei genitori dei bambini disabili, il sindaco aveva ascoltato e aveva promesso di intervenire. Quella promessa non avrebbe ancora trovato seguito concreto.
Il 20 gennaio 2026 Bottaro aveva firmato un atto di indirizzo al dirigente comunale finalizzato all'assegnazione urgente di educatori a 14 alunni disabili della scuola, per la parte restante dell'anno scolastico: «Sono trascorse oltre cinque settimane e quell'atto di indirizzo non si è ancora tradotto in realtà. Perché?», chiede la scuola.
La lettera non risparmia una considerazione che suona come una sfida aperta: «Sindaco, ritieni opportuno continuare a definire Trani Autism Friendly?». Il riferimento è al riconoscimento di cui la città si è fregiata, mentre nella pratica quotidiana, nelle aule delle sue scuole, bambini con disabilità grave si trovano privi di una figura di supporto essenziale.
«Dopo circa 15 anni tantissimi bambini con disabilità grave hanno perso il diritto ormai acquisito ad avere nelle scuole l'educatore per l'assistenza e per lo sviluppo dell'autonomia e dell'inclusione».
La lettera si chiude con un appello che è anche, tra le righe, un ultimatum morale. «Sindaco, questa scuola ti sta ancora una volta chiedendo umilmente aiuto. Per cortesia, puoi risponderci? Puoi aiutarci?».
