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Innocuo squalo elefante in difficoltà a Trani: da Wwf appello ai naviganti. Video

Un avvistamento raro e al tempo stesso preoccupante nelle acque di Trani: un giovane squalo elefante è stato segnalato nelle ore scorse nelle acque antistanti il porto cittadino. A darne notizia è Pasquale Salvemini, responsabile del Centro di recupero tartarughe del Wwf di Molfetta, che ha lanciato un appello a tutti i naviganti della zona.

«È una notizia importante, soprattutto nell'Adriatico», spiega Salvemini, «per una specie che si trova in uno stato di conservazione considerato molto critico.» Lo squalo elefante è il secondo pesce più grande al mondo dopo lo squalo balena, ma è assolutamente innocuo per l'uomo: si nutre esclusivamente filtrando l'acqua alla ricerca di plancton e piccoli organismi. «Sottolineo innocuo», ribadisce il responsabile Wwf, sgombrando il campo da qualsiasi allarmismo.

L'esemplare avvistato a Trani è un giovane, con una lunghezza stimata di circa 250 centimetri. La sua presenza nell'Adriatico è di per sé un evento non frequente, ma a destare preoccupazione tra gli esperti è soprattutto lo stato di salute dell'animale, che non sembrerebbe in buone condizioni. Nelle ultime ore il giovane squalo è apparentemente scomparso dai radar del centro di monitoraggio, ma Salvemini non ritiene che si sia allontanato significativamente dalla zona.

Per questo motivo il Wwf lancia un appello diretto a tutti coloro che frequentano le acque del tratto di costa: chiunque dovesse avvistare nuovamente l'esemplare è invitato a segnalarlo tempestivamente al centro di recupero di Molfetta, per consentire agli esperti di monitorarne le condizioni e intervenire se necessario.

Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) è una specie protetta a livello internazionale, inserita nella lista rossa dell'IUCN come vulnerabile e soggetta a forti pressioni legate alla pesca accidentale, all'inquinamento marino e alla riduzione delle risorse alimentari. La sua comparsa nelle acque adriatiche, seppur episodica, è un segnale che gli studiosi seguono con attenzione, anche in relazione ai cambiamenti in atto negli ecosistemi marini del Mediterraneo.

https://www.youtube.com/shorts/XKmeofEPzYE

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