Auditorium esaurito, richieste di prenotazione arrivate anche da diverse province della Puglia e un pubblico attento, partecipe, profondamente coinvolto. La serata del 1° marzo all’Auditorium “F. Chopin” dell’Associazione Musicale Arcadia ha segnato un momento significativo per la vita culturale della città.
Il M° Roberto Fasciano ha costruito un percorso articolato tra lirismo e tensione tecnica: dall’Impromptu op. 29 allo Studio op. 10 n. 9, fino alla Polacca op. 40 n. 2, evidenziando controllo strutturale e coerenza interpretativa.
Nei Preludi, e in particolare nell’op. 28 n. 4, la sala ha raggiunto un silenzio assoluto, segno di un ascolto condiviso e concentrato, raro per intensità e partecipazione.
Il fulcro simbolico della serata si è sviluppato attorno ai due valzer eseguiti: il Valzer op. 69 n. 2 e il Gran Valzer brillante op. 34 n. 2. Entrambi, pur con caratteri differenti, hanno evocato la condizione di un compositore sospeso tra due mondi.
Chopin morirà a Parigi nel 1849. Il corpo resterà in Francia, il cuore verrà riportato a Varsavia. Un uomo diviso tra la Parigi dei salotti e la patria della memoria. Nel Valzer op. 69 n. 2 questa frattura si percepisce come malinconia trattenuta, come eleganza che porta in sé un’ombra.
Nel Gran Valzer brillante op. 34 n. 2, invece, la scrittura alterna con maggiore evidenza sezioni di slancio virtuosistico e momenti di ripiegamento lirico: brillantezza e introspezione convivono nella stessa architettura, quasi a rendere musicalmente visibile quella doppia appartenenza, quella tensione tra luce pubblica e memoria interiore.
Il bis improvvisato su note suggerite dal pubblico, della durata di circa cinque minuti, ha rappresentato uno dei momenti più originali della serata: una creazione in stile chopiniano ma attraversata dal linguaggio personale del Maestro, conclusa in modo brillante e accolta da applausi prolungati. A grande richiesta, un ulteriore bis ha riportato il pubblico al Preludio op. 28 n. 4, chiudendo la serata nel segno della concentrazione e della memoria.
“Raccontando Chopin” non è stato solo un omaggio celebrativo, ma un format originale che conferma Arcadia come centro culturale capace di attrarre pubblico oltre i confini cittadini e di proporre iniziative di alto livello.




