Non si placa la polemica sulla rimozione del lampione storico in ghisa in piazza Gradenigo, la porta d’ingresso al centro storico di Trani. Con una nuova nota integrativa il presidente del Comitato Sant’Agostino, Giuseppe Lorusso, è tornato a contestare duramente le scelte dell’amministrazione comunale, denunciando il proseguimento dei lavori nonostante le vibrata proteste dei giorni precedenti.
Il nucleo della contestazione riguarda la sostituzione della struttura storica con quello che il comitato definisce un «insignificante palo in ferro zincato da stadio», ritenuto incompatibile con il pregio architettonico della piazza. Lorusso mette in dubbio anche i presunti pareri della Soprintendenza e critica l’efficacia della nuova illuminazione, descritta come una «pseudo-illuminazione» di pessima qualità, chiedendo formalmente al sindaco Amedeo Bottaro di disporre l’immediato ripristino dello stato dei luoghi per restituire alla piazza la sua identità deturpata.
Oltre al danno estetico, il comitato solleva dubbi sulla gestione dei materiali rimossi. Attraverso un’integrazione all’accesso agli atti, sono stati richiesti documenti certi sulla proprietà dei pali in ghisa, il numero esatto di quelli rimossi in tutta la città e i relativi formulari di smaltimento. Particolare attenzione viene rivolta anche alle decine di basole originali del marciapiede, sostituite da una pavimentazione in cemento resinato: il comitato vuole sapere dove siano state depositate o se siano state smaltite come rifiuti.
La nota si chiude con un duro richiamo alla sicurezza e alla coerenza delle scelte amministrative. Il Comitato Sant’Agostino stigmatizza l’indifferenza verso il quartiere, segnalando come siano stati privilegiati rifacimenti di marciapiedi in zone isolate mentre resta nel degrado l'incrocio tra piazza Gradenigo e via Barisano da Trani, teatro di frequenti incidenti ai pedoni. In assenza di riscontri immediati, l'associazione ha confermato l'intenzione di procedere per vie legali a tutela dell'interesse collettivo.
