Maria Grazia Cinquepalmi, coordinatrice di Trani 2026, lancia un atto d'accusa nei confronti dell'amministrazione comunale sulla questione degli educatori scolastici per gli alunni con disabilità. «A circa cinquanta giorni dalla fine dell'anno scolastico - denuncia - circa il 50% dei bambini con disabilità di Trani è rimasto senza alcuna forma di assistenza educativa. Zero ore. Zero supporto. Zero inclusione. Non si tratta di un ritardo tecnico, non si tratta di un problema burocratico. Si tratta di una scelta politica».
La denuncia si concentra su una contraddizione che, a suo avviso, emerge con chiarezza dagli atti ufficiali: per mesi alle famiglie è stato detto che le risorse non erano sufficienti, che la coperta era troppo corta, che il numero degli alunni era raddoppiato. Ma, secondo quanto riferisce Cinquepalmi, i documenti amministrativi racconterebbero una storia diversa. «Dagli atti ufficiali emerge che le risorse economiche c'erano. Se i soldi c'erano, perché non sono stati spesi? Chi ha deciso che alcuni bambini dovessero essere esclusi? Con quale legittimità si è stabilito che esistano disabili di serie A e disabili di serie B?».
Il diritto all'inclusione scolastica, ricorda l'esponente di Trani 2026, è sancito dalla Legge 104 del 1992 e non può essere subordinato a regolamenti restrittivi o interpretazioni arbitrarie. «Non è accettabile che un Comune si definisca autism friendly e poi abbandoni gli alunni con disabilità lieve, quelli con media gravità, quelli con disabilità grave che hanno presentato domanda in ritardo. Intere famiglie lasciate sole per mesi».
La perdita, sottolinea Cinquepalmi, va ben oltre le ore di assistenza non erogate. «Questi bambini non hanno perso solo ore di assistenza. Hanno perso un anno di crescita, di relazioni, di opportunità. Un danno che nessuna giustificazione potrà restituire.» E aggiunge: «Continuare a parlare di riunioni con la ASL mentre l'anno scolastico si conclude è un'offesa all'intelligenza delle famiglie e alla dignità dei minori coinvolti».
Le richieste sono tre e vengono poste in termini di urgenza assoluta: l'immediata attivazione del servizio per tutti gli aventi diritto, la modifica del regolamento che produce esclusione e la presentazione di spiegazioni pubbliche e formali da parte dell'amministrazione. «Trani non può continuare a nascondersi dietro slogan inclusivi mentre pratica discriminazioni nei fatti. Le risorse destinate alla disabilità devono essere utilizzate per tutti i disabili. Senza condizioni, senza scuse, senza esclusioni».
