Questo mio intervento nasce da una condizione personale di profonda riflessione, che considero oggi più che mai necessaria alla luce della situazione politica e amministrativa che la città sta vivendo. A meno di due mesi dal voto, sento il dovere, da cittadina e da persona che ha avuto responsabilità istituzionali, di condividere alcune considerazioni che sono stimolo serio al confronto.
Ho ascoltato le dichiarazioni di tutti coloro che, al momento, sono i candidati a Sindaco della Città di Trani, in particolare quelli designati dal centrodestra, il dott. Angelo Guarriello, e dal centrosinistra, il prof. Marco Galiano, e registro, con rispetto, che tutti mettono al centro la parola “ascolto”. È un buon punto di partenza. Ma, a questo punto della campagna elettorale, l’ascolto da solo non basta più.
La città vive problemi concreti e quotidiani: bilanci da governare con rigore, cantieri da sbloccare, fondi da intercettare e spendere con responsabilità, emergenze urbane che non possono attendere tavoli permanenti o percorsi troppo lunghi di confronto. In questa fase servono proposte operative, tempi certi, priorità definite. Serve pragmatismo.
Le dinamiche politiche locali di queste settimane sembrano invece ancora troppo concentrate sugli equilibri interni alle coalizioni, sulla composizione delle liste, sui posizionamenti. Tutto legittimo, ma non sufficiente. La città attende di conoscere cosa accadrà il giorno dopo le elezioni, quali saranno le prime decisioni, quali gli strumenti, quali le responsabilità.
È evidente che occorra strutturare un progetto solido e credibile per Trani: un progetto capace di restituire visione e concretezza, di riportare la città a essere quella che conoscevamo e che, in parte, abbiamo smarrito tra rinvii, incertezze e occasioni mancate.
Osservo con attenzione quanto si sta sviluppando all’interno delle coalizioni, oggi segnate da un profondo rinnovamento. Ma il rinnovamento non è un valore in sé se non si traduce in competenza amministrativa, chiarezza programmatica e capacità decisionale.
Per queste ragioni mi pongo personalmente, in una condizione di profonda riflessione: una riflessione che, alla luce del momento che Trani attraversa, non è solo opportuna, ma necessaria per porre in essere la mia migliore decisione.
Rosa Uva - Già consigliere comunale e assessore della Città di Trani
