In vista del referendum del 22 e 23 maggio 2025, il modello adottato dalla Commissione Elettorale Comunale di Trani per la nomina degli scrutatori appare profondamente discutibile e lesivo dei principi di trasparenza e imparzialità, rivelando tutte le contraddizioni di un sistema che dovrebbe garantire equità ai cittadini. Su un totale di 220 scrutatori necessari, solo 50 sono stati estratti a sorte, mentre 170 sono stati nominati direttamente dai membri della Commissione, senza che siano stati resi noti criteri oggettivi o trasparenti. Il sorteggio, ridotto a una percentuale simbolica del 23%, appare più un gesto formale che una reale garanzia di equità; la maggioranza degli incarichi, il 77%, resta affidata a decisioni discrezionali.
Non si tratta di contestare la legalità della procedura, presa in considerazione dalla commissione formata dal Sindaco Avv. Amedeo Bottaro, dai consiglieri comunali Cormio Patrizia, Cirillo Luigi e Corrao Felice nella seduta del 27/02/2026, quanto di denunciare la discrezionalità politica e l’assenza di trasparenza, elementi che rischiano di trasformare incarichi civici in strumenti di consenso, con il sospetto – neanche troppo velato – che il modello scelto possa favorire logiche di voto di scambio.
Questa pratica si discosta dalla prassi adottata in quasi tutti i Comuni pugliesi, dove il sorteggio pubblico integrale è la regola, spesso con priorità a disoccupati, studenti o categorie più svantaggiate, e con graduatorie di supplenti per garantire la copertura delle assenze. Numerosi consiglieri comunali, movimenti civici e associazioni locali hanno già espresso critiche analoghe: la procedura scelta a Trani non garantisce imparzialità e lascia spazio a percezioni, se non concreti rischi, di clientelismo. Non sono dunque il solo a ritenere discutibile questo modello.
Ogni cittadino che si iscrive all’albo per svolgere l’incarico di scrutatore dovrebbe avere pari opportunità, senza che conoscenze personali, appartenenze politiche o raccomandazioni determinino chi verrà scelto. Quando prevale la discrezionalità, incarichi civici rischiano di trasformarsi in strumenti di consenso politico, con il sorteggio ridotto a mero atto simbolico e la maggioranza dei posti decisa “a tavolino”.
Ho segnalato ufficialmente la questione alla Prefettura della BAT e al Comune di Trani, chiedendo verifiche sulla conformità della procedura alla normativa vigente e ai principi di trasparenza e imparzialità. In assenza di chiarimenti.
La trasparenza non è una formalità e l’imparzialità non è un optional. A Trani, purtroppo, anche quest’anno la fiducia dei cittadini viene messa alla prova dalle discrezionalità politiche, con il sorteggio ridotto a formalità e la maggioranza degli incarichi affidata a chi decide chi sale sulla “giostra” e chi no.
Prof. Giuseppe De Simone - Presidente p.t. Circolo MCL Trani
