Sebastiano de Feudis, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Trani, critica l’amministrazione uscente accusandola di aver governato la città per quasi un decennio senza una reale visione strategica. Secondo de Feudis, «amministrare non significa soltanto gestire l’esistente ma indicare una direzione e costruire un progetto di sviluppo capace di valorizzare le potenzialità del territorio».
Il candidato sottolinea come Trani disponga di risorse straordinarie — dal porto alla cattedrale sul mare, fino al centro storico — ma che negli anni queste ricchezze siano state considerate quasi sufficienti da sole, senza un’adeguata programmazione capace di trasformarle in motore di crescita.
Tra i nodi principali indicati da de Feudis c’è quello di Amet, la società partecipata comunale che negli ultimi anni è stata attraversata da cambi ai vertici e polemiche. A suo giudizio «il problema non riguarda solo le vicende interne, ma soprattutto l’assenza di una chiara strategia industriale che definisca il ruolo della partecipata nello sviluppo della città».
Un’altra criticità riguarda il porto e il turismo. Per de Feudis «il porto di Trani resta uno dei simboli più riconoscibili della città, ma negli ultimi anni non è stato accompagnato da un progetto capace di trasformarlo in un vero polo nautico e turistico dell’Adriatico. Anche il turismo - sostiene -, non può essere ridotto a una semplice sequenza di eventi estivi, ma deve diventare una vera politica economica fondata su programmazione, promozione internazionale e collaborazione tra pubblico e privato».
Il candidato solleva infine il tema delle risorse del Pnrr, chiedendosi quanto queste opportunità abbiano prodotto un cambiamento concreto per la città. La sua conclusione è un invito a guardare oltre le polemiche e costruire un progetto di sviluppo più ambizioso: secondo de Feudis, «Trani può e deve fare di più per diventare una città più efficiente, competitiva e capace di progettare il proprio futuro».
