La Procura antimafia di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per 20 imputati nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema organizzato di smaltimento illecito di rifiuti speciali che, secondo l’accusa, avrebbe operato per oltre un decennio tra Campania e diverse province del Sud. Al centro delle indagini lo smaltimento illegale di quasi 300mila tonnellate di rifiuti, tra frazione umida e secca, che sarebbero state trasportate e abbandonate in cave dismesse, terreni agricoli e aree naturali anche nel territorio della Bat.
Secondo la ricostruzione investigativa, la frazione secca veniva trasferita in impianti di stoccaggio per poi essere abbandonata in cave dismesse, tra cui alcune presenti nel territorio di Trani. La frazione umida, invece, sarebbe stata trattata solo formalmente in un impianto di compostaggio e successivamente smaltita con documentazione che la indicava falsamente come compost.
Nel procedimento sono coinvolte 16 persone fisiche e 4 società, accusate a vario titolo di aver partecipato alla gestione del traffico illecito, tra organizzazione dei trasporti, messa a disposizione di impianti, mezzi e terreni per gli sversamenti. Le accuse si basano su intercettazioni, videoriprese, servizi di osservazione, documenti sequestrati e consulenze tecniche.
L’udienza preliminare è fissata per oggi. Il Comune di Trani, indicato tra i soggetti danneggiati dall’inchiesta insieme ad altri enti e associazioni ambientaliste, ha annunciato la costituzione di parte civile nel processo per tutelare il territorio e il patrimonio ambientale cittadino, ritenuto tra i luoghi interessati dagli sversamenti illegali.
