La Asl Bt ha avviato una significativa riorganizzazione dei servizi dedicati ai disturbi dello spettro autistico, puntando su un modello di assistenza continuativa e integrata che coinvolge sanità, scuola e terzo settore. Questa iniziativa prevede il trasferimento dei centri territoriali per l'autismo in sedi riqualificate e più funzionali alle attività cliniche. A Trani, in particolare, l'unità operativa di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza sarà ampliata negli spazi della pneumologia del Pta, dove verrà collocato per la prima volta anche il Cat.
L'obiettivo di questo potenziamento, come sottolineato dal commissario straordinario Tiziana Dimatteo, è garantire ambienti adeguati che accompagnino le persone e le loro famiglie dalla diagnosi precoce fino ai progetti di inclusione sociale. La rete dei Cat della Asl Bt rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale per la presa in carico multidisciplinare, seguendo complessivamente circa 2.800 utenti, tra cui circa 2.000 minori e oltre 270 adulti. Un'attenzione specifica è rivolta alla fascia 0-3 anni per ridurre l'impatto dei disturbi del neurosviluppo e prevenire la cronicizzazione del disagio nell'età adulta.
Oltre all'aspetto clinico, il territorio tranese si distingue per l'integrazione con la comunità attraverso il progetto Taf, ovvero Trani autism friendly. Questa iniziativa, realizzata in rete con il comune, prevede percorsi di formazione per operatori pubblici, forze dell'ordine ed esercenti, con lo scopo di favorire opportunità di inserimento lavorativo e sociale. Parallelamente, attività come quelle del gruppo Ubuntu promuovono l'autonomia dei giovani tra i 16 e i 25 anni attraverso laboratori riabilitativi che spaziano dal teatro al giardinaggio, consolidando un percorso di crescita che va oltre il solo intervento sanitario.
