Le nomine politiche dell’organo amministrativo di Amet subordinate alla volubilità delle maggioranze che costituiscono il quadro politico locale, da anni creano discontinuità.
Le discutibili decisioni che promanano dal socio unico, Comune di Trani, costituiscono una problematica atavica e non consentono una gestione unica e rappresentativa.
Le scelte discutibili di questi ultimi undici anni ed il depauperamento di attività esercitate dalla azienda speciale (da ultimo la darsena) e l’inerzia causata dal socio occulto di Amet, ossia la politica locale, sono pregiudizievoli non solo per il buon andamento e la imparzialità della amministrazione ma anche per la gestione dell’azienda speciale.
Nell’inerzia dell’opposizione che, magari, avrebbe già potuto pensarci da tempo, sono a proporre di formulare una mozione in consiglio comunale al fine di istituire una commissione di indagine ai sensi dell’art.44 comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali atteso che, ai sensi dell’art.55 comma 8 dello Statuto Comunale, proprio la massima assise cittadina deve esercitare la vigilanza e verifica dei risultati della gestione attraverso l'analisi del bilancio.
È vero che in consiglio occorre la maggioranza assoluta per la istituzione di detta commissione ma il principio di buon andamento ed imparzialità della gestione dell’azienda speciale Amet di capitale pubblico, è trasversale.
D’altronde, la mancata approvazione ed il voto dissenziente da parte di qualche consigliere, fornirebbe un quadro più chiaro alla città.
Avv. Alessandro Moscatelli - Candidato Sindaco Articolo 97
