Il Tar del Lazio ha stabilito che una società tranese dovrà restituire oltre 2,9 milioni di euro di incentivi fotovoltaici ricevuti dal Gestore dei servizi energetici nell’ambito del Quarto conto energia. Il tribunale ha respinto il ricorso presentato dall’azienda contro la revoca delle tariffe incentivanti disposta dal Gse nel luglio 2025.
La decisione si basa sugli accertamenti definitivi della giustizia penale: la Cassazione nel 2024, confermando la Corte d’Appello di Bari, aveva riconosciuto la responsabilità amministrativa della società per truffa aggravata, legata alla suddivisione artificiosa di un unico impianto fotovoltaico in tre impianti sotto i 1000 megawatt per accedere agli incentivi tramite semplici Dia invece dell’Autorizzazione unica regionale.
Il Tar ha chiarito che il Gse poteva revocare gli incentivi anche a distanza di anni, perché il termine decorre dalla scoperta definitiva dei fatti, coincidente con la sentenza penale passata in giudicato. Inoltre ha escluso la possibilità di una riduzione parziale degli incentivi: la violazione riguardava l’accesso stesso al beneficio e non la sua gestione, rendendo quindi legittima la decadenza integrale e la restituzione delle somme.
La società ha già annunciato ricorso al Consiglio di Stato.
