Il successo dell’evento dedicato alla Comunità energetica rinnovabile di Trani segna un punto di svolta fondamentale per la nostra città: «È giunto il momento di trasformare l’entusiasmo in azioni concrete». Per la Cooperativa di comunità porta nova, Vincenzo di Cugno sottolinea come la Cer rappresenti «una rivoluzione silenziosa capace di restituire la proprietà della produzione energetica ai residenti, rendendo Trani protagonista di un domani sostenibile e solidale».
Così Di Cugno riassume il progetto Cer Trani. «Aderire a questo progetto non richiede sforzi burocratici, non comporta il cambio del proprio gestore né costi aggiuntivi. Si tratta di un gesto semplice che genera un impatto profondo sulla collettività. Secondo Di Cugno, una partecipazione di massa permetterebbe di istituire, grazie agli incentivi del Gse, un fondo sociale e culturale da decine di migliaia di euro ogni anno, destinato a progetti di innovazione e sostegno al territorio. In questo scenario, l’amministrazione pubblica deve agire come moltiplicatore strategico attraverso azioni a costo zero. Tra le priorità indicate dalla Cooperativa di comunità porta nova figurano l’inserimento dei Pod comunali nella Cer e l’allacciamento degli impianti fotovoltaici esistenti, come quello sul tetto di Hub porta nova, ancora in attesa di connessione. Inoltre, la concessione di spazi comunali per nuovi impianti e l’avvio di un partenariato tra Amet e Cer levante potrebbero offrire una nuova prospettiva alla nostra azienda elettrica municipale, valorizzandone il ruolo in chiave moderna. Il modello proposto è quello di una città della cura, dove la gestione delle risorse sia cooperativa e democratica. Per questo motivo, l'appello di Vincenzo di Cugno è rivolto a ogni cittadino, impresa o realtà del terzo settore affinché contribuisca al cambiamento. Allo stesso tempo, si chiede ai candidati sindaci e consiglieri di inserire queste proposte nei propri programmi, sostenendo una transizione che può rendere Trani un esempio nazionale. «La transizione energetica è possibile, ma solo se la rendiamo concreta insieme», conclude il rappresentante della cooperativa».



