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Crisi Amet, il commiato di Caputo: «Forzatura anomala, ma adesso si faccia il bene dell'azienda»

Voglio ringraziare chi ha collaborato e partecipato a questa stagione impegnativa della vita di Amet.
Una stagione che ho avuto l’onore di vivere quotidianamente in prima persona, dalla postazione di Presidente, con la dedizione, l’attenzione e la passione che l’obiettivo meritava. Colgo, inoltre, l’occasione per ringraziare chi mi ha accordato più volte la fiducia.

L’unico pensiero di questi anni è stato adottare azioni gestionali tese a consolidare Amet, sempre nell’ambito degli indirizzi del Socio Unico.

In questi giorni sono state fatte alcune affermazioni che ritengo doveroso chiarire, ma senza alcuna intenzione di alimentare polemiche, soprattutto in un momento di campagna elettorale che merita rispetto e misura da parte di tutti.

Ho svolto il mio ruolo di Presidente con passione, senso di responsabilità e profondo amore per la mia città. In ogni decisione ho sempre cercato di mettere al centro l’interesse della società e della comunità, utilizzando tutti gli strumenti e le risorse che il mio ruolo mi consentiva, nei limiti del contesto societario e delle consuetudini operative dell’azienda.

Ritengo opportuno comunque precisare che quanto riportato nel mio precedente comunicato stampa corrisponde pienamente alla realtà dei fatti.

È importante ricordare che la responsabilità della visione strategica di una società partecipata non può essere attribuita ad una sola figura. Essa appartiene anche al Socio Unico, rappresentato dal Sindaco. In questi mesi ho convocato per ben quattro volte l’assemblea dei soci proprio per affrontare alcune questioni strategiche legate ai PNRR e per prevenire difficoltà per la nostra azienda, senza che purtroppo vi fosse partecipazione. È evidente che ci siano criticità che il Socio, per mancata condivisione, non conosce.

Al di là di ogni dinamica amministrativa o politica, credo che oggi la priorità assoluta debba essere una sola: lavorare tutti insieme perché Amet non perda neanche un giorno di lavoro prezioso, soprattutto in relazione ai progetti e ai finanziamenti del PNRR sui quali ho concentrato grande impegno e attenzione.

È proprio con questo spirito di responsabilità che avevo proposto il ricorso allo strumento della cooptazione, ossia l’individuazione di un professionista – peraltro già risultato idoneo all’esito di una precedente procedura ad evidenza pubblica – al fine di garantire continuità all’azione amministrativa.

Non si chiedeva al Sindaco di procedere alla nomina di un Amministratore Delegato, ma al Collegio Sindacale di esprimersi esclusivamente in merito alla sussistenza dei requisiti di legge del professionista indicato dal CdA, come previsto dalla normativa (art. 2386 c.c.).

La decisione assunta, tuttavia, si è spinta oltre tali prerogative, nel silenzio assenso del Socio Unico che ha espresso pubblicamente il proprio gradimento per l’ennesima “straordinaria situazione” in cui il Collegio Sindacale si trova ad assumere, di fatto, funzioni proprie del Consiglio di amministrazione.

Le società pubbliche non appartengono a chi le guida temporaneamente, ma alla comunità che servono. Per questo il mio unico auspicio è che si possa tornare rapidamente ad un clima di collaborazione e responsabilità.

Detto questo, per il bene della società e della comunità tranese, auguro ovviamente al Collegio Sindacale di poter raggiungere gli obiettivi nei tempi e nei modi migliori.

Silvia Caputo (ex presidente Amet Spa)


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