In vista delle elezioni comunali del 2026 a Trani, si riapre il dibattito sulle modalità di selezione degli scrutatori, un passaggio cruciale per garantire la correttezza e la credibilità dell’intero processo elettorale. A portare il tema al centro dell’attenzione istituzionale è il vice sindaco Fabrizio Ferrante, che con una nota ufficiale protocollata il 13 marzo ha avanzato una proposta chiara: superare il sistema della nomina discrezionale e adottare il sorteggio pubblico integrale tra gli iscritti all’albo.
La richiesta, indirizzata tra gli altri al prefetto, al sindaco Amedeo Bottaro e agli organi interni dell’amministrazione, nasce da una riflessione sul contesto specifico di queste elezioni. Secondo Ferrante, infatti, la possibile candidatura di alcuni componenti della commissione elettorale comunale rischia di generare una situazione delicata, in cui il potere di nomina degli scrutatori potrebbe intrecciarsi con interessi diretti nella competizione elettorale. Un’eventualità che, pur non configurando automaticamente irregolarità, espone l’ente a dubbi e sospetti, minando la percezione di imparzialità.
Nel documento si richiama esplicitamente il principio costituzionale del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione, insieme alla normativa in materia di anticorruzione e trasparenza. Il punto centrale è che, anche in presenza di un conflitto solo potenziale, l’amministrazione è tenuta ad adottare misure preventive capaci di evitare qualsiasi zona grigia. In questo senso, la nomina fiduciaria degli scrutatori, soprattutto in una competizione amministrativa dove i rapporti tra candidati e territorio sono particolarmente stretti, potrebbe alimentare il sospetto di dinamiche distorsive del consenso.
Ferrante evidenzia come il problema non sia soltanto formale, ma anche sostanziale. In un’elezione comunale, a differenza di altre consultazioni, il legame diretto tra chi nomina e chi potrebbe beneficiare dell’esito elettorale è più evidente. Da qui il rischio che si insinuino dubbi persino sull’operato degli scrutatori durante le operazioni di spoglio, soprattutto nel momento in cui si trovino a gestire schede riferite ai soggetti che li hanno designati. Un’ombra che, sottolinea il vice sindaco, va eliminata alla radice.
La soluzione proposta è il sorteggio pubblico, considerato lo strumento più idoneo a garantire trasparenza, parità di trattamento e tracciabilità. Un meccanismo che, proprio perché sottrae ogni margine di discrezionalità, consente di rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel corretto svolgimento delle operazioni elettorali. Non si tratta solo di rispettare le regole, ma di assicurare che ogni fase del processo sia percepita come equa e inattaccabile.
La proposta è ora all’attenzione della commissione elettorale comunale, chiamata a valutare se accogliere l’istanza e modificare le modalità di designazione degli scrutatori (tre quarti designati, un terzo sorteggiato). Una decisione che, al di là dell’esito, assume un significato politico e amministrativo rilevante, perché tocca uno dei temi più sensibili in ogni democrazia: la trasparenza delle regole del voto e la fiducia dei cittadini nel loro rispetto.
