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Innamorati e liberi: Don Francesco, ex dj, dà lezioni di autenticità alla parrocchia san Magno

Questo martedì Don Francesco Fiorillo è stato ospite nella parrocchia di San Magno, conferendo ai cittadini la possibilità di ascoltare le sue parole che, presto, si sarebbero rivelate sacrosante.

Don Francesco Fiorillo è un sacerdote della diocesi di Gaeta e rettore della Fraternità del Monastero di San Magno a Fondi (FT) che ha trasformato una vita segnata da fragilità e dolore in una testimonianza di fede e amore per gli altri. Negli anni ’90 era un dj: la musica era il suo modo di comunicare e connettersi con le persone. La sua vita cambia drasticamente quando il suo migliore amico muore tra le sue braccia per overdose, evento che lo getta in una profonda crisi e depressione. Da questo dolore nasce però una svolta: leggendo la storia di San Francesco d’Assisi, scopre un nuovo senso della vita fondato sull’amore e sul servizio. Nonostante l’incomprensione iniziale degli amici, intraprende il cammino verso il sacerdozio. Diventato prete, al Monastero di San Magno crea un luogo di accoglienza e rinascita, dove le persone possono ritrovare pace e ascolto. Qui fonda anche il gruppo Nain, dedicato ai genitori che hanno perso un figlio, offrendo loro sostegno e condivisione del dolore. La musica resta parte della sua vita, ma assume un significato più profondo, diventando strumento di spiritualità e speranza.  Con la sua esperienza e i suoi libri, insegna che la fede non elimina la sofferenza, ma aiuta a trasformarla in amore e in dono per gli altri. La sua storia è un esempio di rinascita possibile anche dalle ferite più profonde.

“C’è qualcosa in me che rifiuta l’idea di essere una cosa sola: forte o debole, bello o brutto, santo o peccatore; pare come se la vita fosse una scelta obbligata tra metà di noi. E invece io sento di essere intero proprio nelle mie contraddizioni. Amo la profondità: cerco, leggo, mi perdo tra pensieri antichi e domande senza risposta. E allo stesso tempo rido, faccio il pagliaccio, tolgo le maschere — perché a volte la verità passa proprio da lì. Sono ordine e caos. Sono notte, quando resto solo con i miei demoni, e luce, quando torno a respirare. Vorrei che gli altri non si fermassero a ciò che è più semplice vedere. Perché io sono fragile e forte, timido e libero, pieno e mancante. Vorrei poter essere tutto, senza dover chiedere scusa. Perché una vita vissuta a metà è come una chitarra che suona una sola nota.” Con queste parole, Don Francesco Fiorillo, dona luce agli occhi delle persone, offrendo loro speranza.

Innamorata e libera lo era stata anche Frida Kahlo, che amava un uomo che spesso la tradiva. Frida è un archivio di resistenza, e solo chi è profondamente innamorato della vita può esserlo davvero.Spero che l’uscita sia gioiosa”, scriveva nel suo diario, poco prima di morire.

Innamorato e libero era stato anche San Francesco d’Assisi, che si faceva chiamare “il minore”, il poverello di Assisi. Ma chi ha il coraggio di spogliarsi di tutto per aiutare l’altro è, in realtà, il più ricco di tutti — dice don Francesco. San Francesco, liberandosi degli averi, si alleggerisce e arricchisce l’altro d’amore. Il superfluo riempie gli spazi, ma non colma i vuoti. La quantità ci ruba tempo e attenzione: non è vero che ci riempie davvero. Don Francesco conclude invitando le persone a essere più morbide con se stesse e con gli altri; perché i rapporti veri, quelli belli e quelli genuini, nascono quando siamo noi stessi, non quando fingiamo di essere perfetti. Dio ci ha voluti diversi e imperfetti e, proprio per questo, bellissimi.

Infine invita i partecipanti a farsi una carezza, usando un olio speciale, simbolo di amore e compassione. Se qualcuno sente che l’altro è ferito, può accarezzargli il viso con quell’olio. Don Francesco è riuscito a far ridere e a commuovere il pubblico. È riuscito a farlo abbracciare: mani intrecciate, respiri caldi, persone che forse erano lì per caso e che si sono ritrovate a dirsi “ti voglio bene”, tra le note della sua canzone “Oggi è una bella giornata”. Oggi, la gente si è sentita amata davvero; è bastato solo un po’ d’amore.

A cura di Grazia Corraro

 

 


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