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Referendum, De Simone: «Voto sì e vi spiego perché»

Conclusosi, finalmente, il processo per presunto “disastro ambientale” che, secondo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, fu causato dalla mala gestione della discarica di Trani, (ci sono voluti però più di 10 anni per giungere ad un verdetto ampiamente liberatorio per tutti gli imputati), è ora giusto e doveroso formulare alcune considerazioni, partendo dalla ineludibile precisazione che il magistrato della Procura che diresse le indagini preliminari e poi chiese ed ottenne il rinvio a giudizio per tutti indagati è stato il tristemente noto Dott. Michele Ruggiero (proprio lui: quello che diceva di voler combattere i poteri forti e che ora è sospeso dall’Ordine Giudiziario ed è sub judice a Lecce con ulteriori accuse gravissime afferenti alla sua attività di magistrato).
 
Occorre ricordare che le attività investigative, fin da subito, sono apparse sconclusionate, ma il suddetto magistrato ha sempre tirato dritto, senza mai dubitare circa la sostenibilità delle sue ipotesi accusatorie, benché le difese ne evidenziassero la fragilità, con argomenti e documenti incontrovertibili. Del resto, altrettanto aveva fatto in precedenza per altre indagini a lui affidate e non poteva che perpetuare quel ruolo. D’altronde, in questo suo ruolo era sostenuto dal Procuratore capo, il Dott. Carlo Casprito altrettanto tristemente noto.
 
Poi, il GUP del Tribunale di Trani, ha sorprendentemente “creduto” alle ipotesi accusatorie del Ruggiero, rinviando a giudizio i poveracci ritenuti responsabili di disastro ambientale e dati in pasto alla plaudente opinione pubblica.
 
Oggi, però, un Collegio di Giudici ha valutato gli elementi forniti dal Ruggiero (allora segretario dell’ANM-Trani ed aspirante ad un grandioso e glorioso futuro, forse anche politico!) e vagliati con favore dal GUP ed ha fatto crollare miseramente questo debole ed orrido castello di accuse, messo su dal Ruggiero e dal Morelli forse per maturare titoli di merito ed assurgere a prestigiosi incarichi. Ma, sic transit gloria mundi!
 
Ora, il Dott. Ruggiero si ritrova condannato e sospeso per le gravi anomalie riscontrate nella conduzione di alcune indagini!
 
La verità è che questa vicenda poteva e doveva concludersi con l’archiviazione già in sede di conclusione delle indagini preliminari, indirizzando le indagini in altre direzioni (la Regione Puglia governata dal centro sinistra che ha ordinato di conferire ingenti quantità di rifiuti a Trani!).
 
A questo punto, alla luce di quanto vissuto, sento ancora più forte la convinzione del mio voto: io voto sì e lo motivo con chiarezza.
 
La mia posizione è lineare e coerente: ho sempre ritenuto necessaria una riforma della giustizia e continuo a crederlo, indipendentemente dal fatto che io stesso sia stato sottoposto ad indagine. Proprio l’esperienza personale mi ha rafforzato in questa convinzione. Anche se la riforma è parziale, rappresenta un passo nella direzione giusta, con l’auspicio che venga completata attraverso i necessari decreti attuativi.
 
Diversamente, lascia perplessi l’atteggiamento di Nichi Vendola. In un primo momento si è detto favorevole ad alcuni principi della riforma, salvo poi dichiararsi contrario. Un cambio di posizione che appare difficilmente comprensibile agli occhi del cittadino.
 
Ancora più sorprendente è che questo mutamento avvenga proprio dopo il suo rinvio a giudizio, il 26 febbraio 2026, per il caso ex ILVA, che riguarda contestazioni di estrema gravità. È inevitabile chiedersi il perché di questa inversione.
 
Io, al contrario, rivendico la mia coerenza: pur essendo stato coinvolto in un procedimento giudiziario, conclusosi dopo anni con esito liberatorio, non ho cambiato idea. Continuo a sostenere con convinzione il sì, perché credo che una giustizia più equilibrata e più garantista sia nell’interesse di tutti i cittadini, non di una parte.
 
Per questo motivo, mentre altri sembrano adattare le proprie posizioni alle circostanze, io resto fermo nella mia: voto sì, perché ci credo.
 
Prof. Giuseppe De Simone

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