La chiusura definitiva si avvicina e, con essa, si riaccende la polemica sulla discarica di Trani. A distanza di poche ore dalla dichiarazione con cui il candidato sindaco del centrodestra Angelo Guarriello aveva chiesto che il Comune restituisse i nove milioni di euro attinti dal fondo di post-gestione, il sindaco uscente Amedeo Bottaro ha replicato con toni netti, corredando la propria posizione con le fotografie del sito prima e dopo il proprio insediamento.
«Non accetto lezioni di trasparenza dal candidato sindaco del centrodestra, tantomeno accuse per aver attinto dal fondo post-gestione risorse in maniera indiscriminata», ha esordito Bottaro, ricordando anzitutto il quadro che si trovò ad affrontare all’inizio del proprio mandato. L’autorizzazione della discarica, sospesa e poi revocata nel settembre 2014 dopo anni di gestione targata centrodestra, era stata travolta dall’accertamento di un evidente inquinamento della falda acquifera.
Fu in quel contesto che il sindaco, nel 2016, emise un’ordinanza che consentì al Comune e ad Amiu di avviare con immediatezza gli interventi di messa in sicurezza di emergenza, attingendo d’intesa con la Regione ai fondi accantonati per la chiusura e la post-gestione dell’impianto, con la previsione di una successiva rivalsa nei confronti dei responsabili dell’inquinamento. La delibera n. 27 del 4 maggio 2016 del Consiglio Comunale ratificò l’operazione.
Sul punto, Bottaro ha richiamato la sentenza n. 288/2024 del Tribunale Penale di Trani, che nelle proprie motivazioni esclude il verificarsi di un disastro ambientale proprio in virtù delle misure di messa in sicurezza di emergenza disposte dall’amministrazione: «A pronunciarlo - ha tenuto a precisare il sindaco - non è egli stesso, ma quella magistratura ordinaria che il candidato del centrodestra orgogliosamente richiama».
Bottaro ha inoltre contestato l’affermazione di Guarriello secondo cui la magistratura avrebbe chiarito l’assenza di responsabilità in capo ai precedenti amministratori di Amiu per i danni ambientali. La stessa sentenza, ha precisato il sindaco, evidenzia al contrario una serie di inadempienze da parte della società, e per taluni degli imputati il non luogo a procedere sarebbe intervenuto esclusivamente per prescrizione dei reati.
Sul fronte economico, Bottaro ha respinto l’accusa di aver utilizzato risorse vincolate in modo indiscriminato, evidenziando tre elementi a sostegno della propria tesi: «Le risorse impiegate da Amiu erano destinate a lavori direttamente attinenti alla chiusura dell’impianto; la Regione Puglia, con verbale del 22 ottobre 2025, ha chiarito che i finanziamenti regionali non dovranno essere restituiti a valere sul fondo di chiusura e post-gestione, che rimarrà pertanto intatto; sono infine tuttora in corso diverse azioni civili nei confronti dei responsabili per il recupero di tutte le risorse impiegate per porre rimedio all’inquinamento».
Il sindaco ha anche risposto puntualmente alla richiesta, avanzata da Guarriello, di regolare in modo chiaro i rapporti economici tra Comune, Amiu e Regione: «La revoca dell’ordinanza n. 25/2016, ha spiegato, prevede già l’obbligo in capo ad Amiu di redigere entro trenta giorni un prospetto di tutte le anticipazioni assunte, proprio al fine di chiarire quei rapporti». Un’indicazione che, a suo dire, il candidato del centrodestra avrebbe potuto cogliere agevolmente, se avesse letto i documenti prima di sottoscriverne il comunicato.
La chiosa finale, affidata alla metafora dell’inquinamento, riflette il clima di aspro confronto che accompagna la campagna elettorale in vista delle elezioni comunali di maggio: «Non mi aspetto né ringraziamenti, né riconoscenza - ha concluso Bottaro -, ma almeno che smetta di inquinare: nel passato la falda acquifera, oggi la ricostruzione della verità fattuale».

