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Rubrica storica: via Raffaele Cotugno

Via Raffaele Cotugno era prevista nell’area di Pozzo Piano, nel quadrante sud della città. La denominazione risale alla delibera di Giunta del 24 aprile 1997, quando l’arteria era indicata come “56ª strada da denominare”. La strada, tuttavia, non è mai stata realizzata. Nei progetti urbanistici elaborati negli anni Novanta per lo sviluppo del quartiere Pozzo Piano era prevista una nuova direttrice viaria tra corso Don Luigi Sturzo e viale Borsellino, destinata a strutturare la viabilità della zona. Oggi il tracciato resta soltanto sulla carta e l’area interessata è ancora in gran parte campo aperto in costruzione. Il breve tratto oggi esistente tra via Tolomeo e viale Borsellino appartiene in realtà a via Bari, e non alla prevista via Cotugno. Si tratta dunque di una curiosità della toponomastica cittadina: una strada intitolata ma mai costruita.


STORIA: Raffaele Cotugno nasce a Ruvo di Puglia il 21 febbraio 1860 e muore a Trani il 9 dicembre 1939. Discendente dell’illustre archiatra settecentesco Domenico Cotugno, cioè medico principale della corte pontificia, studia Giurisprudenza a Napoli, dove è allievo di maestri come Antonio Tari, Silvio Spaventa e Giovanni Bovio. Trasferitosi a Trani per esercitare la professione forense, vi vive e opera per circa cinquant’anni. La città natale, Ruvo, lo elegge Sindaco e Consigliere provinciale, mentre il collegio di Minervino Murge lo invia alla Camera dei Deputati per tre legislature. A Trani abita nel palazzo situato tra piazza Libertà (civico 13) e via Mario Pagano, dove nel 1893 ospita il patriota e poeta Felice Cavallotti, episodio ricordato da una lapide sulla facciata dell’edificio. Studioso e patrocinatore appassionato di riforme sociali, si occupa in particolare della questione agraria e di quella operaia, temi sui quali interviene anche in Parlamento. Tra i suoi scritti si ricorda il volume “La Puglia nella questione meridionale” del 1904, definito dall’avvocato Francesco Cutinelli «primo lavoro di osservazione profonda e cosciente sul meridionalismo». Negli anni 1916-1918, nelle relazioni al bilancio dell’Agricoltura, sostiene la formula della “terra ai contadini” e la legittimità dell’intervento dello Stato nel regolare l’economia agraria. Coltiva inoltre studi storici e filosofici, dedicando importanti lavori a Giambattista Vico, Giuseppe Massari e al suo maestro Giovanni Bovio.


ANEDDOTI:

-        La rievocazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno: la figura di Raffaele Cotugno rimase viva nella memoria cittadina anche negli anni successivi alla sua attività politica. Un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 4 gennaio 1932 racconta una grande adunata tenutasi a Trani nella quale l’onorevole Cotugno fu invitato a rievocare il celebre discorso pronunciato da Benito Mussolini il 3 gennaio 1925 alla Camera dei deputati.  Il resoconto giornalistico descrive una sala gremita di cittadini e rappresentanti delle associazioni locali, riuniti per ascoltare l’intervento dell’oratore. Nel suo discorso Cotugno richiamò il significato politico di quel momento storico e l’importanza della partecipazione civica, dimostrando come la sua figura continuasse a rappresentare un punto di riferimento nel dibattito pubblico cittadino.

 

-        Cavallotti e la lapide crollata: il palazzo in cui abitò Raffaele Cotugno, affacciato tra piazza Libertà e via Mario Pagano, è teatro di un episodio significativo della vita culturale cittadina. Nel 1893 l’avvocato ospita infatti il patriota e poeta Felice Cavallotti, giunto a Trani per un’udienza presso la Corte d’Appello in una causa per diffamazione a mezzo stampa. Durante quel soggiorno, al Teatro Comunale viene rappresentata anche una commedia dello stesso Cavallotti, Agatodèmon. Per ricordare quell’episodio, il 12 gennaio 1902 viene inaugurata una lapide commemorativa dettata da Giovanni Bovio. Installata sulla facciata dell’abitazione di Cotugno, l’opera è realizzata da Ettore Ferrari (autore della statua in bronzo di Giovanni Bovio collocata in Piazza della Repubblica). Il 19 novembre 2024, la parte inferiore della lastra è improvvisamente caduta andando in frantumi. I frammenti sono stati rimossi, ma sulla facciata resta ancora visibile il medaglione decorativo, con il profilo di Cavallotti, che accompagnava la lapide, mentre lo spazio dove essa era incassata è rimasto vuoto, in attesa di un intervento di restauro.

 

La dedicazione a Raffaele Cotugno, oggi associata a una strada di fatto inesistente, invita forse a una riflessione. Cotugno fu figura di primo piano nella vita civile e politica tra Otto e Novecento, legata profondamente alla storia di Trani per la sua attività forense, parlamentare e culturale. Non sarebbe fuori luogo interrogarsi, in futuro, sull’opportunità di restituire maggiore visibilità a questo nome nella toponomastica cittadina, affinché il ricordo di un protagonista della nostra storia non resti affidato a una via “fantasma”.

 

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, p. 57
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1976, XVIII, n. 4-5, p. 93
Gazzetta del Mezzogiorno – “Il discorso del 3 gennaio, rievocato a Trani dall’on. Cotugno”, 04/01/1932
Il Giornale di Trani (sito web) – “Rubriche storiche: Felice Cavallotti e piazza Marinai d’Italia”, Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti, 25/11/2024; “Lapide Cotugno e palma, in piazza Libertà due simboli di un'incuria che dura”, 03/03/2026


Per la realizzazione di questa rubrica si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.

In copertina, Raffaele Cotugno. In allegato:
- Recente mappa della zona Pozzo Piano, si noti via Cotugno tra Via Tolomeo e Corso don Luigi Sturzo
- La collocazione della lapide in Piazza Libertà – foto del 1976 tratta da “Il Tranesiere”, 1976, n. 4-5
- La lapide andata distrutta - 2026


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