Fino al 25 marzo , lo Chalet della Villa comunale di Trani apre le porte a qualcosa di insolito: non una mostra nel senso tradizionale del termine, ma un percorso esperienziale firmato da due Artisti , ISIM e Tony. Le opere non sono appese a una parete in attesa di uno sguardo distratto sono tappe di un cammino interiore, snodi di un dialogo visivo che si costruisce passo dopo passo, sala dopo sala.
Il titolo "Tra mare e anima", non è una metafora casuale. È una bussola. Il mare come orizzonte aperto, mobile, imprevedibile. L'anima come spazio intimo, difficile da raggiungere ma impossibile da ignorare. Tra i due, le opere di ISIM e Tony cercano quel confine sottile dove l'arte smette di essere rappresentazione e diventa esperienza.
Centrale in questa mostra personale condivisa sembra essere proprio un gioco di contrasti. Un contrasto tra il mare e l’anima. Il mare come spazio esterno, come paesaggio su cui si affaccia lo stesso Chalet, ma anche come dimensione simbolica e identitaria propria della città di Trani. E l’anima come, invece, spazio interno, intimo, che ISIM e Tony con le loro opere cercano di analizzare e comprendere.
E, infatti, anche i dipinti sono stati disposti all’interno della sala a creare un vero e proprio percorso, un’esperienza: le vele di ISIM, alle estremità dello Chalet, guardano sempre verso l’orizzonte, mentre in mezzo sono state posizionate le “anime”, i visi e i corpi raffigurati da entrambi gli artisti, con stili e scelte cromatiche differenti.
Interessante è, infatti, anche la scelta di dare risalto ai contrasti dei colori, mettendo insieme tele sgargianti e dipinti più cupi, il tutto in un’ambientazione quasi sospesa sul mare e immersa nel verde della Villa comunale della città.
È un’esposizione che, quindi, unisce linguaggi pittorici differenti: i dipinti in acrilico di ISIM si basano su una forte astrazione emotiva e un simbolismo interiore, che porta ogni quadro a nascondere sempre un significato altro, un’urgenza di tradurre in colore quello che le parole non riescono a dire. Le tele ad olio di Tony sembrano, invece, ricercare un dialogo tra forma e luce, focalizzandosi sulla libertà, ma allo stesso tempo il rispetto nel raffigurare corpi nudi, sempre con una profonda sensibilità ed evocando memorie e frammenti di vissuto.
Linguaggi pittorici diversi che, però, condividono un impulso comune: quello di inseguire la bellezza nei suoi luoghi più misteriosi, in primis il mare, e in sottili passaggi tra chiarore e oscurità, tra movimento e quiete. Nelle loro opere rimane qualcosa di non detto, un mistero sospeso, che viene percepito senza però essere pienamente compreso.
Tra mare e anima è, quindi, un’esortazione a fermarsi, a prendersi il tempo necessario per far sì che le immagini ci pervadano, permettendoci di riflettere e di focalizzarci su noi stessi in un’epoca che, invece, ci spinge alla frenesia.
A cura di Claudia Monterisi










