Il procuratore di Trani, Renato Nitti, commenta la vittoria del No al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, interpretandola come «una scelta chiara degli elettori a tutela della Costituzione». Secondo Nitti, il risultato è arrivato «nonostante tempi stretti e limitazioni al voto dei fuori sede, segno che i cittadini hanno compreso i rischi di una riforma che avrebbe potuto rafforzare eccessivamente il potere politico».
Il magistrato riconosce un ruolo importante all’avvocatura, distinguendo però «tra chi ha criticato in modo strumentale la magistratura e chi, invece, ha difeso con convinzione il proprio ruolo contribuendo all’esito del voto».
Nitti spiega di essersi esposto pubblicamente «per colmare una scarsa consapevolezza sui contenuti della riforma, sottolineando che difendere la Costituzione è un dovere civico, non un atto politico. Ed il referendum segna anche una battuta d’arresto per un più ampio progetto di revisione dei principi fondamentali della Carta, percepito come un rischio di concentrazione del potere».
Resta però aperto il tema delle criticità della giustizia: Nitti evidenzia «i progressi ottenuti a Trani grazie a maggiori risorse, con tempi delle indagini preliminari tra i migliori, ma molto resta da fare».
