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«La settimana Santa», memoria e tradizione nel nuovo volume di Rino Negrogno

Si è svolta presso la Sala Maffuccini della Biblioteca comunale Giovanni Bovio, la presentazione del decimo volume di Rino Negrogno dal titolo «La Settimana Santa», realizzato per l’associazione culturale Tranensis, che dal 2022 si impegna nel ricordare e trasmettere le tradizioni proprie della città di Trani.

Che posto ha la Settimana Santa nelle nostre vite? Una domanda fondamentale a cui Rino Negrogno cerca di dare una risposta attraverso il suo nuovo libro La Settimana Santa. Un volume che non solo ripercorre i ricordi dell’autore legati a questo specifico periodo dell’anno, ma che si presenta anche come una vera e propria dichiarazione d’amore di Negrogno per la sua città e per le sue tradizioni. Gli usi e costumi tranesi vengono visti qui, infatti, come un ponte tra il passato e il futuro, un ponte che ciascuno di noi, nel presente, deve mantenere in piedi, in modo tale da non far scomparire le tradizioni anche più antiche e, quindi, poterle trasmettere ai posteri.

Classe 1968, Rino Negrogno lavora dal 2004 nel servizio di emergenza urgenza 118, mansione che l’ha portato nel 2025 ad essere insignito del titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica. Questo grazie alla sua piena professionalità e alla sua profonda empatia nei confronti dei pazienti e in generale del prossimo, di cui ha sempre cercato di occuparsi benevolmente “non in funzione di un premio nell’aldilà, per il Paradiso, o per timore di una punizione nell’Inferno”.

Ma la scrittura è stata da sempre uno dei suoi passatempi preferiti, portandolo a realizzare volumi come Interludio e Controra del 2016, Codice Rosso del 2020, L’inconsistenza dei giorni del 2024 e molti altri ancora.

La Settimana Santa è importante, però, perché è stato pensato come primo volume di una collana ideata dall’associazione Tranensis con l’intento di parlare delle tradizioni tranesi, in modo tale da non farle svanire nel dimenticatoio. Per fare ciò Negrogno ci riporta i suoi stessi ricordi: ci parla della sua infanzia con la nonna che, nei giorni della Settimana Santa, preparava la scarcella e i gileppi, del periodo in cui ha frequentato la parrocchia di San Giuseppe, degli anni all’interno dell’Arciconfraternita dei Bianchi. Ci narra di come la Settimana Santa veniva vissuta quando era bambino, come un vero e proprio lutto per la morte di Gesù Cristo, durante il quale non si poteva nemmeno accendere la televisione per rispetto. Ma ci fornisce anche dettagli più “storici” riguardanti il Miracolo eucaristico, avvenuto secondo la tradizione intorno all’anno 1000.

È un racconto arricchito di aneddoti come quelli riguardanti la Messa di Coena Domini con la lavanda dei piedi riservata a dodici cittadini indigenti, oppure il primo ingresso dell’autore nella spoglia dell’Arciconfraternita, o ancora l’uscita della Madonna di Notte. Aneddoti che, durante la presentazione nella Sala Maffuccini, sono stati riportati al pubblico attraverso la lettura ed eccezionale presenza scenica dell’attore Michele Lattanzio.

Fondamentale durante la presentazione del libro di Negrogno è stato anche l’intervento di Don Dino Cimadomo, parroco della chiesa di San Magno, che ha spiegato il senso cristiano e tradizionale della Settimana Santa, intesa come un evento da vivere, che può spingere a credere anche quando non si vede e a sperare anche quando tutto sembra ormai perduto, anche quando il dolore sembra avere l’ultima parola.

Degno di nota è stato anche l’excursus storico di Cataldo Squatriti, priore al secondo mandato dell’Arciconfraternita dei Bianchi, che ha spiegato la storia del Miracolo eucaristico e della processione riparatoria del Venerdì Santo, detta volgarmente "dei Misteri".

 


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