La combinazione di condizioni meteorologiche avverse e il caro gasolio stanno rendendo insostenibile l’attività della pesca che sta in questo momento vivendo una delle crisi peggiori degli ultimi tempi. Non fanno eccezione le marinerie della provincia di Barletta – Andria – Trani praticamente in ginocchio, insieme ad un intero settore dell’economia locale. Una situazione paradossale perché anche se c’è qualche giornata più clemente e dove si potrebbe uscire in mare in molti decidono di tenere le imbarcazioni ormeggiate, il costo del carburante incide, infatti, per circa il 70percento sui costi di gestione delle imprese che praticano pesca a strascico.
“Ciò che sta accadendo da più di dieci giorni nelle marinerie, anche nella Bat, è qualcosa di molto preoccupante e che necessita di risposte immediate da parte delle Istituzioni”. La segretaria generale della Flai Cgil Bat, Dora Lacerenza, lancia l’allarme sul prezzo del carburante che “ha raggiunto soglie improponibili, a ciò si aggiungano poi tutti gli altri costi, tra cui quello della manutenzione delle imbarcazioni che mettono nelle condizioni un settore di essere sempre più alla deriva. La pesca, lo ricordiamo, nella provincia BAT rappresenta un settore fondamentale per l’economia locale, in un territorio dove quattro comuni su dieci sono bagnati dal mare. La situazione internazionale legata alle varie guerre, da ultima quella in Medio Oriente non può abbattersi come uno tsunami sull’economia nazionale e locale senza che nessuno muova un dito”, aggiunge Lacerenza.
“E se per il maltempo e più in generale per i cambiamenti climatici nell’immediato possiamo fare poco, servono per invertire la rotta nuove politiche sostenibili, per il costo del gasolio si può e si deve intervenire. Non è possibile che, come sempre, tutto ricada sulle spalle di chi lavora. Le misure ultime messe in campo dal Governo in merito al credito d’imposta del 20% sul carburante per le imprese di pesca per i mesi di marzo, aprile e maggio sono pochissima cosa. Vanno – concludono dalla Flai Bat – sicuramente dati sostegni concreti al settore, finanziando misure economiche straordinarie per tutelarne l’occupazione in questo drammatico momento per tutto il comparto già poco attrattivo per le nuove generazioni”.
