L'esito della consultazione referendaria sull'ordinamento giurisdizionale segna un punto di svolta che la Camera penale di Trani intende affrontare con spirito costruttivo. Nonostante la vittoria del no, il segnale arrivato da quasi tredici milioni di cittadini che hanno scelto il sì non può essere ignorato.
Secondo il presidente Luca Gagliardi, «è fondamentale prendere atto della volontà popolare, ma allo stesso tempo bisogna ringraziare ogni singolo avvocato che si è speso per sostenere le ragioni di una riforma nata lontano da logiche di partito. Questa iniziativa, coordinata sin dal 2017 dall'Unione delle camere penali italiane attraverso una massiccia raccolta di firme, rappresenta un impegno civico che va oltre il risultato del voto».
Il segretario Angelo Scuderi sottolinea come quei tredici milioni di voti favorevoli rappresentino «un segnale inequivocabile: una parte significativa del paese chiede un miglioramento concreto del sistema della giustizia italiana. In ossequio al principio di leale collaborazione tra avvocatura e magistratura, la Camera penale di Trani vuole essere protagonista anche in questa nuova fase di confronto successiva al referendum».
Gagliardi ribadisce l'intenzione di «coordinarsi fattivamente con la magistratura, i giuristi e l'accademia per sviluppare proposte che possano giovare al sistema penale». L'obiettivo è «porre fine agli strascichi polemici della campagna elettorale per dare avvio a un confronto fruttuoso tra penalisti e magistrati, figure centrali e ineludibili del processo».
Scuderi conclude ricordando che «resta un patrimonio enorme di valori condivisi che l'associazione continuerà a difendere con forza. L'impegno costante resta rivolto all'attuazione di un processo liberale e garantista, alla tutela dei diritti dei detenuti e alla separazione dei poteri, valori fondanti che orienteranno ogni futura iniziativa istituzionale».
