Giovedì prossimo Legambiente premierà il Comune di Trani come «Comune Ciclone» del 2024, in virtù di una percentuale di raccolta differenziata pari al 75,6% fatta segnare due anni fa. C'è però un dato che vale la pena sottolineare: quei numeri si riferiscono, appunto, all'anno 2024, ovvero a due anni fa.
Nel frattempo l'Osservatorio regionale dei rifiuti, che è già aggiornato alla fine del 2025, offre un quadro più articolato. Infatti, al termine dell'anno appena trascorso, Trani ha chiuso con una percentuale del 75,54%, in calo dello 0,6% rispetto al 2024. Legambiente segnala invece una flessione superiore all'1,2%, ma il raffronto viene effettuato con il 2023, il che spiega la differenza.
In altre parole, giovedì il Comune sarà premiato per risultati che appartengono già alla storia recente, mentre il quadro attuale, ha conosciuto una contrazione non così importante come quella che il cigno verde rileva.
Detto questo, Trani si conferma il comune capoluogo di provincia più virtuoso della Bat e dell'intera Puglia, essendo l'unico a superare la soglia del 75%. Andria, questa volta, si è fermata leggermente al di sotto di essa. Un primato che resiste, dunque, ma che non può essere motivo di eccessiva autocompiacenza.
C'è infatti un dato che ridimensiona i toni trionfalistici: Trani non rientra ancora nella categoria dei cosiddetti «Comuni Rifiuti Free», quella che raggruppa i Comuni in grado di produrre meno di 75 kg annui pro capite di rifiuto indifferenziato. Il dato tranése si attesta a 125 kg per abitante l'anno, ben al di sopra della soglia prevista. Il che significa che raccogliere in maniera differenziata è necessario, ma non sufficiente: la vera sfida è ridurre la produzione complessiva di rifiuti, non soltanto separarli correttamente.
La cerimonia di giovedì sarà dunque, nelle intenzioni degli organizzatori, non solo un momento di riconoscimento, ma anche - come correttamente Legambiente fa osservare - uno stimolo a fare di più e meglio. I numeri, in fondo, non sono dettagli: raccontano dove si è arrivati, ma soprattutto quanto strada resta ancora da percorrere.
